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Vinitaly chiude con 130mila presenze, +23% dall’estero

Pubblicato il 14 aprile 2016 in Commercio, Economie, Verona

Vinitaly 2016 ©FotoEnnevi_Veronafiere  

La cinquantesima edizione di Vinitaly è stata anche la più internazionale. Ha chiuso ieri a Verona la più importante fiera italiana della filiera vitivinicola, e la più grande al mondo per superficie espositiva, segnando 130mila presenze di operatori provenienti da 140 nazioni. È stata l’internazionalizzazione la cifra di questa edizione, aperta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 10 aprile, seguito il giorno dopo dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. E già si pensa alla prossima edizione: dal 9 al 12 aprile 2017.

Le presenze straniere sono state quasi 50mila e l’aumento dei buyer internazionali – arrivati quest’anno a 28mila accreditati – ha segnato un incremento del 23% rispetto al 2015, grazie al potenziamento delle attività di incoming di Vinitaly e del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy. Superato anche il record di superficie: oltre 100mila metri quadri espositivi netti, che hanno dato a Vinitaly la palma della più vasta al mondo. Oltre 4.100 gli espositori, da più di 30 Paesi.

I dettagli li ha forniti il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani: «Aumentano in modo significativo, ed in ordine di rilevanza quantitativa delle presenze, i buyer da Stati Uniti (+25%), Germania (+11%), Regno Unito (+18%), Francia (+29%), Canada (+30%), Cina (+130%), Giappone (+ 21%), Paesi del Nord Europa (+8%), Paesi Bassi (+24%) e Russia (+18 per cento). Dati positivi anche dal fronte interno, con gli operatori dal Centro e Sud Italia cresciuti mediamente del 15 per cento».

Il “fuori salone” raccoglie quasi 30mila presenze

La grande novità di quest’anno era Vinitaly and the City, il “fuori salone” con eventi nel centro storico di Verona che ha registrato 29mila presenze, rivolgendosi agli appassionati di vino e a un pubblico di giovani con degustazioni, spettacoli ed eventi culturali nelle piazze del centro storico di Verona.

«L’obiettivo era quello di dare un segnale chiaro alle aziende espositrici e ai visitatori, per fare in modo che la cinquantesima edizione di Vinitaly fosse quella che proiettava la rassegna nei prossimi cinquant’anni – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –. L’aver saputo mantenere la parola data e creare un format che ha soddisfatto in pieno le attese, sia per il wine business in fiera sia per il wine festival in città, con una edizione di Vinitaly and the City dai grandi numeri, è motivo di orgoglio e di impegno per migliorare ulteriormente il prossimo anno».

«Questa edizione è stata l’occasione, inoltre, per celebrare la storia di una manifestazione che da 50 anni promuove nel mondo il vino italiano e la sua cultura – continua Danese –. Per la prima volta, infatti, un Capo dello Stato ha inaugurato ufficialmente Vinitaly. Il Presidente Mattarella ha ricordato la funzione del Vinitaly quale “vettore e simbolo della qualità vitivinicola italiana, apprezzata nel mondo”, nell’ambito di un progetto di “internalizzazione e sostegno dell’export verso nuove aree di consumo”».

Vinitaly: Renzi con il fondatore di Alibaba

Matteo Renzi, che ha discusso degli sviluppi delle vendite digitali del vino, insieme a Jack Ma, fondatore di Alibaba, il colosso dell’e-commerce cinese che proprio da Verona ha lanciato il 9 settembre la Giornata del vino in Cina. Con loro anche il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, che nella giornata conclusiva ha organizzato in fiera il Forum dei ministeri europei dei principali paesi a vocazione vinicola.

«Da questa edizione emergono segnali interessanti sia dall’estero che dal mercato interno – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – confermando la capacità del Salone di interpretare le tendenze, mettere a frutto il lavoro di internazionalizzazione e capitalizzare esperienze importanti, come la realizzazione del Padiglione del Vino ad Expo 2015».

Foto: ©FotoEnnevi_Veronafiere

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