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Smart working: Ca’ Foscari triplica il lavoro a distanza

Pubblicato il 7 marzo 2016 in Innovazione, Lavoro, Venezia

smart working telelavoro  

Triplica all’università Ca’ Foscari di Venezia il tempo a disposizione per il telelavoro: passa dal 4 al 12% il monte ore disponibile annualmente per lavorare a distanza. Questo grazie al nuovo regolamento sul telelavoro approvato dall’ateneo. Così sempre più dipendenti dell’università lagunare potranno usufruire dello smart working, il “lavoro agile”, cioè scegliere luoghi e tempi di lavoro auto-organizzandosi la giornata. Un esperimento tanto più importante quanto è particolare la città in cui prende piede, una città con ritmi costituzionalmente peculiari.

«Ca’ Foscari è stata un modello nazionale per il vecchio regolamento di telelavoro – commenta il rettore di Ca’ Foscari Michele Bugliesi – Le novità che abbiamo introdotto nel nuovo regolamento costituiscono un nuovo modello di riferimento, sia per la quantità di ore messe a disposizione sia per l’obiettivo che si propongono, di promuovere una cultura organizzativa basata sull’orientamento al risultato, sulla responsabilità e sulla fiducia reciproca».

Smart working: non più solo per disabili e malati

Il telelavoro era già previsto nella sua forma tradizionale, e intercetta principalmente le necessità che derivano da situazioni di disabilità, malattia del dipendente o di un suo familiare. Le novità derivano dal telelavoro misto e dallo smart working. Queste nuove modalità che vengono introdotte dal regolamento da poco approvato permettono al dipendente di svolgere la propria attività da remoto, senza vincoli di orario e con una distribuzione giornaliera più libera delle attività.

Lo smart working che è utile alle donne

Questo tipo di flessibilità «intercetta soprattutto le esigenze di conciliazione vita-lavoro in presenza di minori all’interno del nucleo famigliare e consentendo di svolgere il proprio lavoro in più di una postazione (da casa, da altre sedi o dall’ufficio)» spiegano da Ca’ Foscari. Soprattutto le donne – ma di sicuro anche molti uomini – potranno così beneficiare delle novità.

Tre bandi l’anno per il telelavoro

Il nuovo regolamento sul telelavoro prevede inoltre l’ampliamento delle finestre di accesso: ci saranno infatti un bando annuale e due bandi semestrali. Inoltre c’è la possibilità di richieste ‘a sportello’ nel caso di telelavoro smart. Il regolamento rivede i criteri di priorità, e valorizza il peso dell’organizzazione famigliare in relazione al numero di figli a carico di età inferiore ai dodici anni e delle difficoltà delle famiglie mononucleari. Il lavoratore potrà distribuire liberamente le ore di lavoro nell’arco dell’intera giornata, fino a un massimo di 9 ore.

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