Menu

Casa, calano i pignoramenti: i numeri del Veneto

Pubblicato il 28 marzo 2016 in Economie, Soldi

Pignoramenti  

Nel secondo semestre 2015 è calato il numero delle abitazioni pignorate finite all’asta (-6,7%) mentre sono aumentate le compravendite di immobili (+6,5%). Nel primo semestre 2015 i procedimenti civili in materia di pignoramenti relativi al distretto di Venezia sono stati 2.012 nuovi, 2.045 chiusi e 18.582 pendenti al 30 giugno. Il rischio bancario è in diminuzione a partire dal 2016.

La situazione dei pignoramenti in Veneto

Nel primo semestre 2015 i procedimenti civili in materia di esecuzioni immobiliari relativi al distretto di Venezia sono stati 2.012 nuovi, 2.045 chiusi e 18.582 pendenti al 30 giugno; nel 2014 erano stati 5.159 nuovi, 3.716 chiusi, 18.386 pendenti finali (dati del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi – Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa).
Più precise le informazioni sulle esecuzioni immobiliari nel distretto di Venezia relative al 2013. La città veneta con il numero più alto di esecuzioni immobiliari è stata in quell’anno Treviso, con 863 procedimenti nuovi, 584 chiusi e 3839 pendenti finali. Seguivano Padova (1.098 nuovi, 820 chiusi, 3.391 pendenti finali) e Verona (rispettivamente 950, 811 e 3.377). Il totale nazionale delle esecuzioni immobiliari nel 2013 è stato 264.814.

Esecuzioni immobiliari: i dati

Nel 2014 in Italia ci sono stati 5.549 pignoramenti in 12 mesi, 20 per giorno lavorativo, con picchi a Modena, Frosinone, Ferrara, Pesaro, Catania, Monza, Cagliari. Dal 2006 al 2014, nonostante le tutele giudiziarie del diritto e l’articolo 2744 del Codice Civile, che tentava di riequilibrare la sproporzione contrattuale tra le banche (contraenti forti) e i consumatori (contraenti deboli), secondo i calcoli dell’Adusbef sono state mandate all’ asta ben 110mila case.

«La crisi economica ha portato ad un aumento di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari del +161% dal 2006 al 2014, con la conseguenza che sono finite all’asta ben 110.000 abitazioni», denuncia Federconsumatori. Ma arrivano i primi dati in controtendenza: nel secondo semestre 2015 le abitazioni pignorate finite all’asta sono state 28.672, in calo del 6,7% rispetto al 2014, mentre le compravendite di case nel 2015 hanno superato quota 444mila.  Rispetto al 2014 sono quindi aumentate, secondo l’Agenzia delle Entrate, del 6,5%, mentre le erogazioni finalizzate all’acquisto di beni immobili hanno visto una crescita del 19,5%, per un valore di 23 miliardi.

Tasso di decadimento e tasso di recupero: cosa sono e perché sono importanti

Per avere un quadro generale della situazione è possibile servirsi di altri parametri, per esempio elaborando le informazioni in possesso dell’Abi, Associazione bancaria italiana, e analizzando un elemento che può indirettamente dare un’idea dei rischi legati all’accensione di un mutuo. Questo elemento è il tasso di decadimento, che esprime l’entità del rischio bancario: cioè, fatto 100 il numero di mutui accesi in una anno, esso esprime quanti prestiti sono entrati in sofferenza alla fine del periodo fotografato.

Il Rapporto di Previsione 2015-2017 elaborato dall’Ufficio analisi economiche e dalla Direzione strategie e mercati finanziari dell’Abi sulla base delle informazioni disponibili al 9 dicembre 2015 e consultabile qui mostra che a partire dal 2016 il tasso di decadimento dovrebbe cominciare a diminuire.

Un altro dato utile per la nostra analisi si ricava dallo studio La gestione dei crediti deteriorati: un’indagine presso le maggiori banche italiane, di Luisa Carpinelli, Giuseppe Cascarino, Silvia Giacomelli e Valerio Vacca, pubblicato nel febbraio 2016 e disponibile qui. Questo studio illustra i risultati di un’indagine sull’efficacia delle procedure di recupero dei crediti alle imprese condotta dalla Banca d’Italia nel 2015 presso i maggiori gruppi bancari e contiene alcuni riferimenti alle esecuzioni immobiliari, mostrando che il valore del tasso di recupero delle esecuzioni immobiliari è per il 2014 del 49,4%.

L’Italia si adegua alla normativa europea

In materia di mutui sugli immobili, in Italia è attualmente in vigore dal 1° gennaio 1994 l’art. 40 del Testo unico bancario (D.L. n. 385 del 1° settembre 1993). In seguito alla direttiva europea 2014/17 in tema di finanziamenti per l’acquisto della casa, si è resa indispensabile la discussione di un nuovo decreto legislativo sull’adeguamento. Pertanto è stato stabilito che le banche possano entrare direttamente in possesso della casa ipotecata dopo il mancato pagamento di 18 rate di mutuo – e non 7 come precedentemente ipotizzato –, anche non consecutive; inoltre il procedimento non sarà retroattivo e non si dovrà passare per via giudiziaria.
La banca può trattenere dalla vendita della casa messa all’asta solo il corrispettivo della cifra dovuta, ed è obbligata a restituire al consumatore l’eventuale eccedenza. A differenza di quanto accadeva in passato, nel momento in cui il bene immobile passa alla banca, il debito risulta totalmente estinto, anche se il valore dell’immobile è inferiore a quello del debito residuo.

Rebecca Travaglini

Puoi leggere anche

Più letti

Copyright © 2016 VenetoEconomia | Veneto Economia Testata giornalistica iscritta in data 19 agosto 2014 al numero 2363 del Registro Stampa presso il Tribunale di Padova. Direttore Responsabile: Domenico Lanzilotta | Policy Privacy e Cookie