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Notai contro le liberalizzazioni: “Senza di noi si paga di più”

Pubblicato il 31 marzo 2016 in Fisco e consumi, Professionisti, Veneto, Venezia

 

I notai passano al contrattacco: “Con le liberalizzazioni i cittadini pagano di più”. Si può sintetizzare così il doppio rapporto commissionato al centro studi della Cgia di Mestre da Federnotai del Triveneto e dal Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie e presentato questa mattina a Mestre.

Sotto la lente dei notai c’è il “pacchetto Bersani”, le norme del 2006 contenute nella prima “lenzuolata” di liberalizzazioni (dl 223 poi convertito nella legge 248) che hanno abolito l’obbligo di atto notarile per il passaggio di proprietà delle auto e di altri veicoli privati, di fatto aprendo la strada agli uffici comunali, all’Aci e alle agenzie di pratiche auto. Una liberalizzazione che però – dicono i notai, numeri della Cgia alla mano – ha fatto crescere i costi per il cittadino, anziché abbassarli.

Senza notaio vendere l’auto costa come prima (o più)

In 7 anni il ricorso ai notai per le pratiche dei passaggi di proprietà dei veicoli è drasticamente calato: da 7 milioni 70mila atti del 2005 ai 289mila del 2012, con un calo del 96%. Ebbene, nonostante questo crollo i risparmi per i cittadini non ci sarebbero stati: «Nel 2005 con l’intervento del notaio occorrevano 36 euro, oggi, per la stessa vendita presso l’Aci occorrono 27 euro, con un risparmio quindi decisamente minimo – si legge nello studio – Se ci si rivolge ad un’agenzia di pratiche auto occorrono, invece, sempre oggi, da 80 a 150 euro per vendita, risultando così smentite le iniziali attese di un vantaggio economico per i consumatori che hanno dovuto sopportare un maggior costo stimato in circa 330 milioni di euro ogni anno».

Rischi per la sicurezza su strada

Vito Guglielmi

Vito Guglielmi

Nel frattempo, secondo i notati, ci sarebbero anche conseguenze impreviste e non piacevoli derivanti dal mancato obbligo dell’atto notarile: «Il mancato controllo preventivo svolto dal notaio ha comportato – dicono i notai – l’aumento delle frodi, soprattutto per quanto concerne l’identità dei soggetti, e la diffusione del fenomeno delle cosiddette “auto fantasma” che ha registrato in questi anni un aumento esponenziale a tutto beneficio di fenomeni di malaffare». Vengono citati i dati della Polizia di Stato secondo cui 1571 persone in Italia sono intestatarie di oltre 50 veicoli ciascuna, con un complesso di veicoli pluri-intestatari che arriva 150mila. Veicoli che nel 71% dei casi non sono coperti da assicurazione, con relativi rischi.

«La constatazione delle impreviste e pericolose conseguenze scaturite dalla liberalizzazione della vendita di autoveicoli – dice Vito Guglielmi, presidente del Comitato interregionale dei consigli notarili delle Tre Venezie – dovrebbe far riflettere il Legislatore sull’opportunità di continuare su questa strada che, purtroppo, dimostra di voler ancora percorrere e fargli comprendere che il nostro paese ha bisogno non tanto di liberalizzazioni ma soprattutto di semplificazioni e che i veri vantaggi per i cittadini possono derivare solo garantendo la certezza dei traffici giuridici nei quali il ruolo del notaio ha sempre svolto e continua a svolgere un’azione preventiva di enorme rilievo, decisiva anche per lo sviluppo del paese».

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