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Rischio molestie sul lavoro per una su 10. A Vicenza accordo industriali-sindacati

Pubblicato il 8 marzo 2016 in Lavoro, Vicenza

molestie sul lavoro  

«Una lavoratrice su 10 in Veneto si trova esposta a una qualche forma di molestia o ricatto nel luogo di lavoro. Sono soprattutto le più giovani, con buona scolarità o in cerca di lavoro a essere vittime del fenomeno, ma non mancano neanche gli uomini». A dirlo è Marina Bergamin, segretario generale della Cgil di Vicenza, che ieri insieme a Cisl e Uil ha siglato un accordo con Confindustria Vicenza per porre un freno alle molestie e violenze nei luoghi di lavoro. Il documento (qui in pdf) recepisce un accordo quadro europeo: saranno create forme di «assistenza, sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista legale, a coloro che siano stati vittime di molestie o violenza nei luoghi di lavoro».

A firmarlo il presidente di Confindustria Vicenza Giuseppe Zigliotto, dal segretario generale provinciale Cgil Marina Bergamin, dal segretario confederale Cisl Lorenza Leonardi e dal segretario generale provinciale Uil Grazia Chisin. Il documento sarà diffuso e servirà a promuovere accordi aziendali e iniziative di formazione. Obiettivo dell’accordo è quello “di aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici e dei loro rappresentanti sulle molestie e sulla violenza nei luoghi di lavoro e fornire un quadro di azione concrete per individuare, prevenire e gestire problemi di questo tipo”.

«Abbiamo ritenuto opportuno mettere nero su bianco, con questo documento, alcuni princìpi fondamentali che riguardano prima di tutto la dignità della persona e il suo pieno rispetto – osserva Giuseppe Zigliotto -. In azienda e in generale in qualsiasi luogo di lavoro, tutti sono chiamati a garantire che questi princìpi vengano osservati. L’intesa può anche costituire una maggiore tutela per le aziende nel caso di lavoratori che dovessero utilizzare il ‘mobbing’ per propri fini strumentali».

Molestie denunciate solo nello 0,8% dei casi

«Una lavoratrice su 10 in Veneto si trova esposta a una qualche forma di molestia o ricatto nel luogo di lavoro – afferma Marina Bergamin -. Sono soprattutto le più giovani, con buona scolarità o in cerca di lavoro a essere vittime del fenomeno, ma non mancano neanche gli uomini. Raramente chi subisce molestie o violenze sessuali sul lavoro ne parla con qualcuno, la maggior parte si chiude nel silenzio. Va detto anche che quando si ribellano, le vittime vedono esiti sfavorevoli: cambio di lavoro, trasferimento, licenziamento. Solo nell’1,2% dei casi è stato allontanato il colpevole e solo nello 0,8% dei casi c’è stata una vera e propria denuncia. Eppure molestie e violenze causano danni gravi a chi le subisce, di ordine fisico e psicologico».

Lorenza Leonardi sottolinea: «Anche il clima aziendale e la produttività ne risultano compromessi. È per questo, come sulla sicurezza sul lavoro, che bisogna agire da ambo i fronti: quello sindacale e quello aziendale, affrontando intanto il tema dal punto di vista culturale. Per questo anche solo dire che ‘ogni atto o comportamento che si configuri come molestia o violenza nei luoghi di lavoro è inaccettabile’, è importante. Come sindacato dobbiamo promuovere e sostenere azioni volte a prevenire il disagio lavorativo, contrastare l’insorgenza e la diffusione di fenomeni di molestie sessuali, mobbing, stress psicosociale e comportamenti scorretti o discriminatori».

Conclude Grazia Chisin della Uil: «È nostra intenzione dare una formazione specifica alle nostre strutture (tutte: dai delegati, ai funzionari, ai nostri uffici legali) affinché riconoscano e prendano in carico nel giusto modo le problematiche poste dalle vittime. L’approccio deve essere multidisciplinare e deve coinvolgere chi fa contrattazione, ma anche psicologi, psicoterapeuti, avvocati, medici poiché molte sono le conseguenze quando si subiscono atti di questa natura. Con ciò crediamo di avere ‘onorato’ questo 8 marzo, che dedichiamo a tutte le donne vicentine».

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