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Banco Popolare, bilancio approvato. Cda “parallelo” con Bpm

Pubblicato il 21 marzo 2016 in Credito, Verona

Banco Popolare  

C’era la Bce in prima fila all’assemblea di Banco Popolare che sabato 19 marzo ha approvato quasi all’unanimità (99,7%) il bilancio 2015 che ha segnato il ritorno all’utile per 430 milioni e il dividendo da 15 centesimi. La lettera della Banca centrale europea che aveva seminato dubbi e paletti sulla riuscita della fusione con Banca Popolare di Milano. Ma di fronte alla responsabile degli ispettori di Francoforte, la lettone Ilze Rainska, i vertici dell’istituto e i 3.200 soci presenti (che sommati ai voti per delega e ai soci riuniti in teleconferenza a Verona e Lucca rappresentavano il 15% del capitale) hanno spinto sulla fusione come unica strada possibile.

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Domani, martedì 22 marzo, è prevista la doppia riunione in parallelo dei cda per valutare quale posizione prendere rispetto ai paletti posti dalla Banca centrale europea che chiede un aumento di capitale e tagli ai “doppioni” nella governance per la nascita del nuovo gruppo, che diventerebbe il terzo polo bancario italiano. Ne potrebbe uscire un memorandum of understanding comune che sancirebbe il primo passaggio formale verso una fusione che sarebbe poi perfezionata dalle assemblee dei soci dopo l’estate, che oltre alla fusione voterebbero anche sulla trasformazione in Spa resa obbligatoria dalla riforma delle popolari.

«Il progetto di fusione con Bpm non è concluso solo per gli ostacoli posti dalla Bce – ha detto l’ad Francesco Saviotti all’assemblea – il cui approccio non è facile da comprendere. Un risultato positivo non può essere dato per scontato, ma ci siamo avvicinando sempre di più alle richieste ed è ragionevole pensare che arriveremo a un finale positivo».

Saviotti ha detto che dopo la fusione farà un passo indietro lasciando la guida del nuovo gruppo all’ad di Bpm Giuseppe Castagna. E anche dai sindacati è arrivata un’apertura di credito, con il segretario della Fabi Lando Sileoni che ha detto di non avere posizioni prevenute, ma ha anche chiesto di sapere «quali sono stati i motivi che hanno portato al fallimento delle trattative Ubi-Bpm».

I paletti della Bce: un mese di tempo

Nella lettera della Bce sull’aggregazione si chiede al Banco Popolare e a Banca Popolare di Milano di inviare entro un mese un piano industriale pluriennale è la bozza dello statuto della banca che risulterà dalla fusione. Nella lettera, riassunta in un comunicato pubblicato sul sito del Banco, si sottolinea che il nuovo soggetto «che diverrebbe la terza banca del Paese, coerentemente con il ruolo che andrebbe a coprire nel mercato italiano, dovrebbe avere sin dall’inizio una forte posizione in termini di capitale e qualità degli anche per il tramite di capital action».

Sul fronte della governance «Bce ha indicato che il soggetto risultante dall’eventuale operazione di aggregazione dovrebbe tener conto delle migliori prassi volte ad assicurare una efficiente, in particolare in relazione al funzionamento degli organi sociali (Assemblea, Consiglio di Amministrazione e Comitato Esecutivo)». L’asticella dovrebbe fermarsi a un massimo di 15 componenti per il futuro consiglio di amministrazione unico.

Banco Popolare – Bpm: numeri a confronto

Resta il nodo dell’aumento di capitale richiesto dalla Bce, che si aggirerebbe attorno al miliardo e mezzo di euro, riporta il Sole 24 ore, secondi cui la ricerca capitali si potrebbe diluire in tre fasi: autonomamente da parte delle due banche prima della fusione, durante la fase di costituzione del nuovo gruppo e infine a fusione avvenuta. Si sta poi lavorando sul fronte delle cessioni di partecipazioni e di crediti deteriorati, per “alleggerire” il nuovo soggetto e abbassare la loro quota al massimo al 21% del totale degli impieghi, come chiede Francoforte.

Per quanto riguarda i proventi operativi, Banco Popolare vale 3 miliardi 663 milioni mentre Bpm 1 miliardo e 667 milioni. Il risultato netto 2015 è di 430 milioni per Banco Popolare e di 288 milioni per Bpm. Il totale dell’attivo è pari a 120,5 miliardi per Banco Popolare e a 49,5 miliardi per Bpm. I crediti verso la clientela equivalgono a 85,3 miliardi per Banco Popolare e a 33,4 miliardi per Bpm.

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