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Banca Popolare di Vicenza, No Spa: “Iorio mantenga promesse”

Pubblicato il 7 marzo 2016 in Credito, Vicenza

No Spa Banca Popolare di Vicenza  

Dopo l’assemblea di Banca Popolare di Vicenza che sabato 5 marzo ha dato il via libera alla trasformazione in società per azioni, i “No Spa” riuniti nel Coordinamento associazioni soci banche popolari venete “Don Enrico Torta” chiamano il dg Francesco Iorio a mantenere le promesse. Iorio ha infatti promesso l’apertura di un tavolo con i soci che si ritengono truffati dalla banca per aver perso il 90% del valore delle loro azioni, per valutare azioni di rimborso.

«Il No Spa con il 17% per poco non passa (in quanto bastava il 25% dei No) ma vince, l’ad Francesco Iorio promette il rimborso ai soci truffati – afferma il coordinamento in un comunicato – Iorio per conquistare i No promette quello che fino al giorno prima non si poteva nemmeno discutere, il rimborso ai soci truffati, un bel passo avanti».

No Spa: “Iorio ha convinto i soci con le promesse”

«Ringraziamo per le promesse dell’ad Francesco Iorio con le quali ha convinto moltissimi soci» affermano quelli del coordinamento dei contrari. Poi un affondo contro l’organizzazione dell’assemblea, rea di non aver fatto parlare i leader della protesta, in primis Luigi Ugone, presidente di Noi che credevamo nella BpVi, fatto entrare solo a fine assemblea e che non ha potuto parlare.

L’organizzazione, accusano i No Spa, «ha impedito l’accesso al referente del Coordinamento associazioni banche popolari venete “Don Enrico Torta” Patrizio Miatello che assieme al Sindaco Loris Mazzorato, sotto stretta compagnia di oltre 110 agenti con l’ordine tassativo dalla direzione di non farli entrare sono rimasti fuori alla pioggia a convincere centinaia di soci a votare No Spa, ringraziamo anche per avere chiuso il microfono al socio Andrea Arman presidente di Azionisti associati BpVi e per non avere fatto parlare il socio Luigi Ugone».

Il coordinamento lancia un appello a Iorio, a metà fra il serio e il sarcastico: «Ora aspettiamo fiduciosi che Banca Popolare di Vicenza mantenga le promesse, di quello che a noi interessava, quello di tutelare i soci truffati. Grazie Franceso Iorio e complimenti per il tuo enorme impegno e per i risparmi che ti sei impegnato pubblicamente di restituire ai soci».

Noi che credevamo nella BpVi: “Vittoria di Pirro”

Intanto l’associazione Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza parla di una vittoria di Pirro per il Sì Spa. «La più numerosa associazione per il No alla SPA di Banca Popolare di Vicenza ringrazia tutti i sostenitori e gli associati per il risultato ottenuto – dice l’associazione – seppur viziato dai soliti opportunisti cambia voto dell’ultimo secondo, da una macchina della censura che non solo ci ha lasciati fuori dall’informazione ufficiale, ma ci ha censurati anche in sede di assemblea con il nostro presidente, Luigi Ugone, inserito come ospite rappresentativo e non parlante».

Per “Noi che credevamo” è un risultato che «seppur insufficiente alla vittoria del No comunque, nella sostanza, conferma l’assoluta perdita di istituzionalità della banca che, ribadiamo, si troverà svuotato di fiducia con un futuro borsistico incerto».

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