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L’Ue finanzia i droni acquatici a tutela del Garda

Pubblicato il 26 febbraio 2016 in Innovazione, Verona

drone acquatico  

Si chiama IntCatch il progetto sviluppato da LabICAB, in collaborazione con Azienda Gardesana Servizi, per la tutela delle acque del lago di Garda, vincitore di un finanziamento nell’ambito del progetto europeo Horizon2020 nel settore “Water research and innovation”, selezionato tra oltre 170 proposte giunte da tutta Europa. Il progetto si intitola “Development and application of Novel, Integrated Tools for monitoring and managing Catchments”, abbreviato in IntCatch.

Il progetto che partirà il prossimo 1 giugno 2016 e si concluderà il 31 gennaio 2020, è finanziato con 8 milioni 770 mila euro. Oltre che nel Garda, i test si svolgeranno nel bacino del Tamigi, e i risultati ottenuti saranno validati sul lago greco di Yliki, bacino che rifornisce d’acqua Atene, e sul fiume Ter che dà acqua a Barcellona. «Si tratta – spiega Francesco Fatone, coordinatore delle attività di Ingegneria ambientale dell’Università di Verona e del progetto IntCatch – di un progetto che prevede le migliori innovazioni tecnologiche, robotiche e ingegneristiche a supporto delle decisioni per la gestione dei bacini idrografici europei».

Droni per monitorare l’inquinamento

Gruppo 1Nel progetto anche flotte di droni acquatici intelligenti, equipaggiati con una serie di sensori che permettono la misura di parametri fondamentali per monitorare lo stato di salute del bacino idrico: ossigeno disciolto, pH, conducibilità, metalli e idrocarburi. Inoltre i dati acquisiti saranno geo-localizzati, riportano cioè la posizione in cui sono stati misurati, e possono essere trasmessi sulla rete ed immagazzinati in un sistema cloud. Si darà vita così a una mappa immediatamente disponibile per il personale tecnico.

L’obiettivo è migliorare la rimozione degli inquinanti convenzionali – ovvero solidi sospesi, sostanza organica, organismi patogeni -, dei metalli pesanti e dei contaminanti organici – come idrocarburi policiclici aromatici, diossine, pesticidi – che sono presenti in bassissime concentrazioni, ma bioaccumulabili e a tossicità cronica nell’acqua del lago. A questo scopo sarà installato un impianto dimostrativo nello sfioratore di Villa Bagatta, a Lazise, che combina filtrazione dinamica ad assorbimento su carboni attivi e disinfezione UV.

L’intelligenza artificiale dei droni

«Il controllo del drone – spiega Alessandro Farinelli, del Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona e coordinatore delle attività di Intelligenza artificiale – è stato realizzato tramite algoritmi di intelligenza artificiale che facilitano l’interazione con il drone». Grazie alle tecnologie di Intelligenza Artificiale, i droni acquatici non devono essere costantemente tele-operati dal personale tecnico, ma possono svolgere le operazioni di monitoraggio con un alto grado di autonomia. Questo permette l’uso contemporaneo di più droni con un solo operatore e facilita l’uso dei droni da personale non esperto, favorendo quindi il coinvolgimento delle comunità locali e riducendo significativamente il costo delle operazioni di monitoraggio dell’acqua.

Personal Genomics si occuperà dell’analisi genomica in-situ delle popolazioni batteriche del lago di Garda, il cui patrimonio genetico e le eventuali mutazioni possono essere indicatori dello stato di inquinamento del corpo d’acqua secondo l’approccio di eco-tossicogenomica. Il sito di innovazione Lago di Garda coinvolgerà almeno 10 ricercatori, junior e senior, e tecnici specializzati, pagati da fondi del progetto IntCatch.

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