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Il Santo di Padova prima meta di pellegrinaggio in Veneto

Pubblicato il 19 gennaio 2016 in Padova, Turismo, Veneto, Venezia, Vicenza

Basilica di Sant'Antonio da Padova  

Siano pellegrini alla riscoperta della propria fede o semplici turisti, l’apertura della Porta Santa da parte di Papa Francesco in occasione del Giubileo straordinario riporta in primo piano l’importanza del turismo religioso, che in Italia è capace di muovere 40 milioni di persone tra turisti e escursionisti da una sola giornata. Il Veneto in particolare presenta numerosi luoghi religiosi capaci di suscitare l’interesse dei pellegrini: dalla Basilica del Santo (Sant’Antonio) di Padova (il santuario più visitato della regione, capace di raccogliere tre milioni di turisti l’anno) al Santuario di Monte Berico di Vicenza, dalla Porta Santa della Basilica di San Marco a Venezia ai piccoli centri di devozione come la Madonna di Borbiago, nel Veneziano. Non è un caso che proprio Padova sia stata scelta, lo scorso ottobre, come sede della Borsa del turismo religioso internazionale.

Non una meteora, ma un fenomeno in crescita

Attraverso uno studio del Ciset si è cercato di investigare le dinamiche di questa particolare forma di turismo che sembra essere in forte crescita negli ultimi anni e che, in parte, si sovrappone a quella del turismo culturale, di cui già in parte si è trattato nelle pagine di questo sito. In particolare i santuari locali minori della regione veneta possono rappresentare un’alternativa per quanti non possono permettersi di raggiungere i grandi santuari della tradizione, come il Santuario Giubilare delle sette chiese di Monselice, a cui Papa Paolo V, nel 1605, concesse l’indulgenza plenaria in egual misura a quella concessa ai fedeli delle maggiori Basiliche di Roma.

Prospettive di sviluppo: giovani e percorsi devozionali

Secondo il World tourist organization (WTO), il turismo religioso ha buone prospettive di crescita per i prossimi anni, soprattutto grazie alla componente più spirituale. Non solo gli anziani, ma anche i giovani sono in crescita come fruitori dei luoghi religiosi, capaci di attirare l’attenzione tanto dei pellegrini alla ricerca di fede, quanto di semplici turisti interessati alla storia e alla cultura di quei luoghi. La messa in rete di questi luoghi con gli altri attori del territorio, permetterebbe loro di ricevere maggior infrastrutture e un interscambio che favorirebbe la creazione di percorsi devozionali specifici.

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