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Fieragricola: 9 padiglioni e area demo, dal 3 febbraio

Pubblicato il 29 gennaio 2016 in Economie, Infrastrutture, Verona

Fieragricola  

Innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione: sono questi i temi portanti della 112ma edizione di Fieragricola, presentata ieri nella sede romana del Mipaaf, in programma dal 3 al 6 febbraio a Veronafiere. La prima rivoluzione è già nelle date che, per il primo anno, non comprendono la giornata di domenica per favorire, soprattutto, il business tra operatori. Ma la novità più importante riguarda l’ampliamento dell’area espositiva, distribuita in nove padiglioni, più un’area demo esterna, con macchine e attrezzature in movimento per gli show dimostrativi in calendario, dove troveranno spazio 1.000 espositori e 600 specie animali provenienti da Italia, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Irlanda, Germania, Austria. Complessivamente, la fiera scaligera dedicata al mondo dell’agroalimentare avrà a disposizione una superficie di oltre 50mila metri quadrati netti, aumentata del 18% rispetto al 2014.

Oliviero: «Dal Ministero incentivi al settore»

«Il binomio agricoltura e innovazione è la chiave di volta per una visione strategica del settore che oggi più che mai è al centro dell’attenzione del governo e della politica economica – ha dichiarato il vice ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Andrea Olivero a margine della conferenza -. Il Ministero che rappresento sta portando avanti un’ampia azione di semplificazione per accrescere la competitività delle aziende, un piano di rilancio della ricerca teso a rispondere ai fabbisogni del settore e la messa a punto di nuovi strumenti per facilitare l’accesso al credito e sostenere gli investimenti, come dimostra il recente accordo di 6 miliardi di euro sottoscritto con Intesa San Paolo».

Rilancio dell’agroalimentare made in Italy

La presenza trasversale di meccanica, zootecnia, energie da fonti rinnovabili, vigneto e frutteto, sementi e chimica, attività forestale e servizi, centra questa 112ma edizione sugli strumenti innovativi e a basso impatto ambientale che devono diventare protagonisti di un comparto del made in Italy, l’agroalimentare, che rappresenta una produzione lorda vendibile di 125 miliardi di euro, dei quali più di 33 frutto dell’export.

«Nel nostro ruolo di strumento a servizio del business delle imprese – ha aggiunto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – siamo convinti che il format di Fieragricola risponderà pienamente alle esigenze dei visitatori». Fieragricola si candida dunque ad essere «un hub in cui al business si coniuga una visione strategica per rilanciare un settore che ha grandi potenzialità, alla luce delle dinamiche mondiali, che vedono la popolazione in crescita fino a 9 miliardi nel 2050, almeno nelle ipotesi della Fao», ha rileva il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

La fotografia del comparto per il prossimo triennio

Nel corso della conferenza stampa, al Mipaaf è stata presentata una fotografia del comparto, realizzata tra novembre e dicembre 2015, con riferimento all’andamento economico attuale e alle prospettive del prossimo triennio. Dalla ricerca, che ha coinvolto imprenditori agricoli, allevatori, operatori del settore macchine e attrezzature, è emerso che il 51% degli imprenditori agricoli italiani intende investire principalmente nelle attrezzature, mentre gli allevatori hanno indicato, fra le priorità, l’acquisto di attrezzature nel 38% dei casi e l’adeguamento alle normative sul benessere animale nel 31% dei casi.

In particolare, dall’analisi risulta che il 42% degli agricoltori intende investire in azienda nel prossimo triennio fino a 50mila euro, il 34% fra 51 e 150mila euro, il 12% fra 151 e 300mila euro, il 6% fra 301 e 600mila euro. Ancora più spiccata la propensione all’investimento per gli allevatori, che nei prossimi tre anni puntano ad investire nel 31% dei casi fino a 50mila euro, per il 30% fra 51 e 150mila, per il 21% fra 151 e 300mila euro, per l’11% fra 301 e 600mila euro.

Camilla Pisani

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