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Crac Banca Etruria: coinvolto anche Rigotti

Pubblicato il 18 dicembre 2015 in Credito, Fisco e consumi, Veneto

Alberto Rigotti  

Tra i tanti nomi comparsi a margine del tracollo di Banca Etruria, torna a galla quello di Alberto Rigotti (nella foto con l’amico Marcello Dell’Utri), già filosofo, già berlusconiano di ferro, già editore della catena di quotidiani E Polis, già arrestato nel 2014 con l’accusa di bancarotta fraudolenta della concessionaria del gruppo editoriale, che portò poi alla chiusura delle 18 edizioni pubblicate in tutta Italia: tra queste, Il Padova, Il Vicenza, Il Treviso, Il Verona, Il Venezia, Il Mestre.

Una sede di Banca Etruria

Una sede di Banca Etruria

Di Banca popolare dell’Etruria Rigotti è stato anche amministratore. Secondo gli investigatori, proprio da amministratore di Etruria Rigotti è stato contemporaneamente anche destinatario di finanziamenti tra il 2006 e il 2009. L’uomo avrebbe attinto circa 16 milioni per la sua Abm dalle casse di Banca Etruria senza però restituirli, dopo un affido di 12,5 milioni del 3 aprile 2007. E fu proprio Rigotti, come ricorda La Nazione, a far pendere con il proprio voto la bilancia dalla parte di Fornasari nella notte della sfiducia a Elio Faralli, defenestrato con 8 voti contro i 7 a suo favore. Ma, riporta il quotidiano toscano, «Rigotti non poteva votare per conflitto di interessi avendo superato il limite di fido».

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