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Patto stabilità, 65 milioni dai comuni vicentini

Pubblicato il 28 ottobre 2015 in Credito, Pmi e Imprese, Veneto, Vicenza

Monete  

Un tesoretto di 65 milioni di euro nelle casse dei comuni della provincia di Vicenza, che potrebbe essere investito nell’edilizia scolastica. A calcolarlo è Confartigianato Vicenza, che ha messo insieme gli avanzi di bilancio degli enti localo berici. Soldi fino ad ora congelati dal patto di stabilità, ma che potrebbero essere liberati dalle Legge di Stabilità impostata dal governo e ora approdata in parlamento. Si prospetterebbe, nell’articolo 49 della bozza della nuova finanziaria, un superamento dei vincoli imposti dal patto consentendo di sbloccare gli avanzi di esercizio per opere pubbliche, e in particolare per le scuole.

Bonomo: «Priorità alle imprese artigiane del territorio»

Agostino Bonomo

Agostino Bonomo

Un’opportunità su cui si esprime con toni incoraggianti Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza. «L’avanzo dei comuni vicentini è davvero considerevole, e questo testimonia ancora una volta la virtuosità di molte nostre amministrazioni – commenta -. Ben venga che siano investiti in quegli edifici scolastici che mostrano i segni del tempo o carenze in tema di sicurezza, ciò per una doverosa attenzione al sistema formativo dei nostri ragazzi. In tale ambito, ci sono tipologie di intervento che, per importo e per consistenza, possono benissimo essere svolte dalle nostre ditte artigiane».

«L’invito ai Comuni – aggiunge Bonomo – è perciò quello di studiare i giusti meccanismi di aggiudicazione di quei lavori, affinché sia data priorità alle piccole imprese del territorio. Ma il nostro auspicio è che lo sblocco possa interessare anche altri aspetti: sono parecchie le situazioni, dallo stato dei marciapiedi a quello di certe arterie stradali fino alla manutenzione delle aree verdi, che reclamano attenzione. E anche in questi casi si tratta di interventi certamente alla portata delle nostre aziende artigiane».

Sarebbe una boccata d’ossigeno, se la norma fosse confermata nel testo definitivo, per un settore in crisi profonda come l’edilizia. «Il complesso delle imprese dell’edilizia, e le professionalità artigiane ad esso collegate, come noto, ha subito i maggiori contraccolpi di questo periodo di contrazione di mercato – dice Agostino Bonomi – Riteniamo quindi che, alla lungimiranza di un provvedimento che sblocchi le risorse disponibili nelle casse dei nostri comuni, debba anche seguire una particolare attenzione per questo comparto che ha le potenzialità per far ripartire il mercato interno».

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