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Tagli ai Comuni veneti: +34% nel 2015

Pubblicato il 27 agosto 2015 in Belluno, Fisco e consumi, Padova, Regione, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

Maria Rosa Pavanello  

I Comuni del Veneto tagliati del 34% in più nel 2015 rispetto al 2014. Lo dice l’Anci Veneto che, come riporta il Corriere del Veneto di oggi, ha calcolato l’impatto sugli enti locali di tre distinte misure finanziarie: la spending review, il bonus Irpef da 80 euro (decreto 66 del 24 aprile 2014) e la legge di stabilità.

Il risultato? Un taglio nei trasferimenti di 119 milioni 551 mila euro per i 579 comuni veneti che, come detto, è superiore del 34% a quanto i comuni avevano “pagato” l’anno precedente. A quanto calcola l’Anci Veneto i più penalizzati sono i piccoli comuni.

Pavanello (Anci): «Bastonati gli enti virtuosi»

Maria Rosa Pavanello

Maria Rosa Pavanello

Secondo Maria Rosa Pavanello, presidente dell’Anci Veneto e sindaco di Mirano, la mazzata ai piccoli e medi comuni è dovuta alla «assurda decisione del governo di cambiare in corsa le regole del gioco – dice Pavanello al Corriere del Veneto – per cui è stato disatteso l’impegno di calcolare il 20% dei tagli sulla base dei fabbisogni standard, mescolando questo criterio con quello della capacità fiscale, col risultato finale di bastonare ancora una volta gli enti più virtuosi».

È Grancona, 1800 abitanti in provincia di Vicenza, il Comune che in proporzione paga di più: 43.744 euro in meno dallo Stato, cioè il 205% meno del 2014.  Colpita anche Chioggia (Venezia), dove le casse comunali perdono 1 milione 254 mila euro di trasferimenti nel 2015, il 37% meno del 2014. A Vigasio (Verona) il salasso aumenta del 121%, a Campolongo sul Brenta (Vicenza) del 132%, a Villa del Conte (Padova) del 119%.

Effetto “80 euro” sulle casse dei comuni

Una parte di questi tagli, dunque, deriva dall’aumento generalizzato del “contributo dei comuni alla finanza pubblica”, deciso nel decreto 66 del 24 aprile 2014 che ha stabilito fra le altre cose gli 80 euro di Irpef in busta paga per i redditi bassi. Il “bonus Renzi” è stato pagato in parte con i 563,4 milioni di euro rastrellati dai comuni, una misura contro cui nell’agosto 2014 la Regione Veneto ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale.

Il contributo è aumentato in modo omogeneo del 50,24%, come mostra la tabella comprensiva di tutti i comuni italiani, sul sito del Ministero dell’Interno. E così il comune di Venezia si è accollato un taglio di 7,4 milioni di euro, contro i 4,9 del 2014, Verona è passata da 2,2 milioni nel 2014 a 3,3 nel 2015, Padova da 1,6 a 2,5 milioni.

Il contributo allo Stato è di 838 mila euro per il comune di Vicenza (rispetto ai 550 mila del 2014), di 834 mila per Treviso (contro i 555 mila del 2014), di 415 mila euro per Rovigo (che nel 2014 aveva un taglio di 276 mila euro). Infine per Belluno il contributo allo Stato è di 301 mila euro nel 2015 contro i 200 mila del 2014.

Tabella aumento contributo comuni del Veneto

 

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