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Imprese venete pro-Euro, ma anti-austerity

Pubblicato il 8 luglio 2015 in Economie, Pmi e Imprese, Soldi, Veneto

Spiccioli di euro  

La moneta unica piace agli imprenditori veneti. Nonostante la perdurante crisi greca, le tensioni con la Germania sui debiti pubblici e le voci di una possibile “Grexit” che potrebbe, forse, contagiare anche l’Italia. Secondo un sondaggio della Fondazione Nord Est, la nostalgia della vecchia lira riguarda una minoranza marginale, meno del 5%. Il 95,5% degli imprenditori del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige invece è contrario all’uscita dell’Italia dall’Euro.

Ma l’Unione Europea deve tornare a parlare la lingua della crescita: questa, assieme alla lotta alla disoccupazione, è la principale questione che per la maggior parte degli uomini d’impresa dev’essere affrontata a livello continentale.

L’opinion panel della Fondazione ha testato il polso di 299 imprenditori del Triveneto con una serie di domande approfondite sull’Europa e la sua moneta. Il 67,5% si dichiara contrario all’uscita perché ritiene che i problemi italiani non dipendano dalla moneta unica (erano il 60,1% nel 2012). Il 28% ritiene che l’Euro crei dei problemi, ma che tornare alla lira sarebbe troppo rischioso (erano 35,9% tre anni fa) e solamente il 4,5% è a favore dell’uscita (quota sostanzialmente inalterata rispetto a quella rilevata nel 2012 pari al 4%).

Gli imprenditori: Europa troppo filo-tedesca

Francesco Peghin

Francesco Peghin

«Se da un lato la posizione degli imprenditori nordestini in merito all’eventuale uscita dell’Euro è chiara – afferma Francesco Peghin, Presidente di Fondazione Nord Est – dall’altro lato l’eco del risultato del referendum in Grecia sta mettendo sempre più in evidenza l’inadeguatezza di un’Europa filo-tedesca troppo ingabbiata su regole anticrescita. Se questo sistema non cambia, la situazione rischia seriamente di precipitare: senza crescita economica le misure della Troika non possono funzionare. Per contro anche le esagerate sanzioni economiche nei confronti  della Russia stanno provocando delle ripercussioni pericolose per la nostra economia».

Il 31,1% ritiene che otterremmo un beneficio se, in materia di tassazione, le competenze passassero all’Unione Europea, mentre il 10,8% vede in questo un possibile svantaggio. Il 31,1% ritiene conveniente attribuire maggiori competenza all’Unione Europea rispetto alle scelte che riguardano la spesa pubblica, mentre per il 17,7% questo porterebbe effetti negativi.

La cessione di sovranità dell’Italia a favore dell’Unione Europea in altre materie determinerebbe più svantaggi che vantaggi, in particolare nell’ambito della politica estera (27,8%) ma anche dell’immigrazione.

A fronte di una ulteriore cessione di sovranità si chiede però una partecipazione più diretta dei cittadini alla vita delle istituzioni europee. Quasi l’80% degli imprenditori (79,5%) si dichiara molto o abbastanza d’accordo con l’elezione diretta del Presidente della Commissione.

Tabella. L’Opinion Panel di Fondazione Nord Est su 300 imprenditori di Veneto, Friuli VG e Trentino AA (2015)

Tabella. L’Opinion Panel di Fondazione Nord Est su 300 imprenditori di Veneto, Friuli VG e Trentino AA (2015)

 

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