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A4 Holding, mini-proroga. E Sanpaolo vende

Pubblicato il 2 luglio 2015 in Credito, Economie, Padova, Veneto, Verona, Vicenza

Autostrada A4 Brescia-Padova  

Grandi manovre attorno ad A4 Holding, la società con sede a Verona che controlla la società Autostrada Brescia-Padova che ha in concessione le autostrade A4 Brescia-Padova e A31 Valdastico. Il socio di maggioranza, la banca Intesa Sanpaolo, secondo fonti citate da Reuters è intenzionata a vendere la quota di controllo e per questo starebbe cercando compratori.

«Una iniziale scadenza al 9 luglio per presentare delle offerte non vincolanti per la holding del Nord-Est dovrebbe essere prorogata per dare più tempo ai potenziali interessati di valutare l’operazione» riporta l’agenzia, e «a metà-fine luglio la situazione dovrebbe essere più chiara».

A4 Holding è controllata al 44,85% da Re Consult, società in cui Intesa Sanpaolo detiene il 66% e Astaldi il 31,5%. Inoltre il gruppo bancario ha detiene una quota del 6,54% tramite Equiter, società controllata totalmente da Intesa Sanpaolo.

Il gruppo bancario intenderebbe mettere sul mercato la sua quota complessiva, ovvero il 51% comprensivo della partecipazione in Re Consult e in Equiter. Tra gli interessati all’acquisto ci sarebbero il gruppo spagnolo Abertis e altri investitori come F2i, Gavio, Toto e Atlantia.

Il nodo della Valdastico Nord

Il business principale di A4 Holding è costituito dai pedaggi, fonte di introiti sicuri, gestiti dalla società controllata Autostrada Brescia-Padova: il bilancio consolidato 2013 registrava ricavi per 554,4 milioni, con un utile netto di 36,3 milioni. Dal 2013 però la concessione da parte dello Stato è scaduta e prosegue solo grazie a proroghe. L’ultima scadeva il 30 giugno 2015, e il nodo non è ancota stato sciolto.

Si tratta di un nodo politico e industriale. Infatti il rinnovo della concessione può essere automatico, cioè senza ricorrere a una nuova gara, se A4 Holding si impegna a investimenti a lungo termine. Da sempre il gruppo – in cui hanno partecipazioni gli enti locali lombardo-veneti e dove il peso della politica in passato è stato assai rilevante, e ancora oggi il presidente di A4 Holding è l’ex presidente leghista della Provincia di Vicenza Attilio Schneck mentre a presiedere l’Autostrada Brescia-Padova è il sindaco di Verona Flavio Tosi – guarda alla costruzione dell’autostrada Valdastico Nord fino a Trento. Sarebbe quello il biglietto sicuro per il rinnovo della concessione.

La contrarietà della Provincia autonoma di Trento e di molti comuni è sempre stata netta, bloccando finora il progetto nonostante i tentativi di forzatura provenienti dal Veneto. Un “diritto di veto” garantito anche da una sentenza della Corte Costituzionale. Negli ultimi giorni però si è registrata un’apertura: Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma, ha accettato di costituire una commissione che valuti ipotesi alternative rispetto ai tracciati proposti finora (niente uscita a Besenello, ma a Trento Sud) e al contempo metta fine ai progetti di altri collegamenti stradali fra Veneto e Trentino, come la superstrada Valsugana, un project financing promosso dalla Regione Veneto.

Mini-rinnovo di 18 mesi per l’intesa con Trento

«Non c’è nessuna intesa da parte della Provincia autonoma di Trento per la realizzazione della Valdastico» ha ribadito Rossi. Ma intanto Flavio Tosi mercoledì uscendo da un incontro con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha affermato che si può dare per certa una proroga di altri 18 mesi da parte dell’Unione Europea alla Brescia-Padova.

Un mini-prolungamento che Delrio avrebbe richiesto all’Europa il 30 giugno, giorno della scadenza. Entro il 31 dicembre 2016 il comitato che comprende Stato, Regione Veneto, Provincia di Trento e tecnici dell’autostrada Brescia-Padova dovrà escogitare una soluzione per il prolungamento della Valdastico Nord, per arrivare così al rinnovo della concessione fino al 2026.

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