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Bankitalia: dal Veneto segnali di ripresa

Pubblicato il 9 giugno 2015 in Credito, Veneto

Banca d'Italia  

L’economia veneta nel 2014 si è «stabilizzata»: la produzione industriale è in leggero aumento, come gli investimenti industriali e l’occupazione, anche se in proporzioni ancora piccole. A trainare il Veneto che produce è soprattutto l’aumento delle esportazioni. Ma l’occupazione che cresce è soprattutto precaria, e aumenta il numero di giovani veneti che emigrano all’estero. Questa, in pillole, la radiografia contenuta nel rapporto “L’economia del Veneto” della Banca d’Italia, pubblicato l’8 giugno 2015.

«Nel 2014 l’attività economica del Veneto ha mostrato una stabilizzazione dopo il calo del biennio precedente, che aveva fatto seguito alla crisi del debito sovrano» si legge nel rapporto. «La crescita registrata nei primi mesi dell’anno si è attenuata nei due trimestri centrali; nello scorcio finale del 2014 la produzione è nuovamente migliorata, favorita dalla ripresa delle esportazioni e della domanda per investimenti. Nel primo trimestre del 2015 il clima di fiducia di imprese e famiglie è ulteriormente migliorato anche in seguito all’annuncio del programma di acquisto di titoli pubblici da parte dell’Eurosistema».

L’export traina gli investimenti industriali

Nel primo trimestre del 2015 è proseguita la crescita della produzione industriale pari ad un aumento dell’1,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014. Come nel 2014, la crescita è stata più intensa per gli ordini dall’estero rispetto a quelli interni. Nel 2014, calcola Bankitalia, il fatturato a prezzi costanti delle imprese industriali venete con almeno 20 addetti è aumentato del 2,2 per cento, mentre era rimasto quasi invariato nel 2013. La crescita è stata maggiore all’aumentare della quota di fatturato esportata. Per l’anno in corso le imprese del campione prevedono un rallentamento del volume delle vendite  in calo dell’1,4 per cento.

Gli investimenti, dopo il forte calo del biennio 2012-13, nel 2014 hanno ripreso ad aumentare del 5,8 per cento, in termini reali, in particolare per le imprese che esportano oltre un terzo del fatturato. Vi hanno contribuito l’incremento dei volumi produttivi e il miglioramento delle condizioni di offerta sul mercato creditizio, rilevati specialmente nella parte finale dell’anno. Le indicazioni sulle prospettive di investimento, pur positive, rimangono caute: per il 2015 le imprese prevedono un aumento degli investimenti a un ritmo più moderato (2,9 per cento).

Investimenti, fatturato e occupazione nelle imprese industriali in Veneto, 2014

Investimenti, fatturato e occupazione nelle imprese industriali in Veneto, 2014

Le esportazioni venete nel 2014 sono cresciute del 2,7%, un ritmo simile al 2013 (2,9%). I settori che più crescono all’estero sono le calzature e le pelli (7,2 per cento), la meccanica (4,6 per cento, in accelerazione dal 3,3 per cento dell’anno precedente), gli articoli in gomma e i minerali non metalliferi (4,1 per cento), prodotti alimentari, bevande e tabacco (3,7 per cento, tuttavia in rallentamento rispetto all’anno precedente) e gli apparecchi elettrici (3,2 per cento). Hanno invece ristagnato le esportazioni di prodotti tessili e abbigliamento, di computer e apparecchi elettronici e di prodotti in metallo.

Le esportazioni venete settore per settore

Le esportazioni venete settore per settore

Bene l’occupazione, ma solo quella part time

L’occupazione in Veneto è aumentata nella prima parte del 2014 e si è stabilizzata a partire dall’estate, prosegue il rapporto della Banca d’Italia. Secondo la rilevazione Istat sulle forze di lavoro, nella media dell’anno, i lavoratori sono l’1,1 per cento in più (Italia: 0,4 per cento). Ma è aumentato soprattutto il numero degli occupati a tempo parziale, del 4,8 per cento, mentre il numero di quelli a tempo pieno è rimasto sostanzialmente invariato. Nel complesso, gli occupati a tempo parziale si sono attestati al 18,2 per cento del totale, un dato in crescita rispetto al 17,6 del 2013.

L’incremento degli occupati ha interessato soprattutto la componente alle dipendenze (1,2 per cento) e in misura minore quella autonoma (0,7 per cento); ha riguardato l’industria in senso stretto (3,6 per cento) e i servizi, in particolare quelli di commercio, alberghi e ristorazione. Invece è proseguito il calo di occupazione nelle costruzioni: -4,3 per cento.

Si creano soprattutto posti di lavoro femminili (più 2,2 per cento) mentre l’occupazione maschile è cresciuta dello 0,3 per cento grazie all’aumento delle posizioni a tempo parziale. È proseguito l’incremento del numero di lavoratori stranieri (4,2 per cento). Ora gli stranieri sono il 12,0 per cento degli occupati.

Neet veneti: +60% in sette anni

Il tasso di disoccupazione del 2014 dei giovani fra i 15 e i 35 anni si è attestato al 13,8 per cento (la media italiana è del 24,4), e quasi un terzo (29,3%) dei giovani occupati con contratti da dipendenti hanno rapporti di lavoro a termine.

I Neet (Not in education, employment or training), ossia giovani che tra 18 e 29 anni che durante il 2014 non hanno studiato né lavorato, sono il 16,8 per cento. Meglio della media nazionale (26,2 per cento) ma peggio della media dell’Europa a 17 paesi (15,5 per cento). In sette anni il numero di questi giovani è cresciuto del 60 per cento: i Neet in Veneto erano il 10,1 per cento nel 2007.

Sempre più giovani in fuga dal Veneto

Nella media del triennio 2011-13, in Veneto le emigrazioni dalla regione hanno interessato 4,8 residenti italiani ogni mille abitanti: di questi 1,4 si sono trasferiti all’estero. Nel raffronto con il triennio 2005-07, l’incidenza dei trasferimenti di residenza degli italiani fuori dalla regione è aumentata di 0,6 unità ogni mille abitanti, variazione simile a quella media nazionale. Un incremento dovuto esclusivamente ai trasferimenti verso l’estero.

Trasferimenti di residenza all'estero di cittadini veneti

Trasferimenti di residenza all’estero di cittadini veneti

L’emigrazione all’estero è più frequente fra i giovani tra i 25 e i 34 anni e fra i laureati. I giovani: nel triennio 2011-2013 sono 4,2 ogni mille abitanti ad espatriare, erano solo 1,9 ogni mille nel triennio 2005-2007. I laureati: 3,3 ogni mille abitanti hanno preso la valigia per andare fuori confine nel triennio 2011-2013, ed erano 1,3 ogni mille residenti nei tre anni dal 2005 al 2007, dunque con una crescita di 2 laureati ogni mille.

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