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Fusione Popolare Vicenza-Veneto Banca: 100 filiali a rischio

Pubblicato il 4 maggio 2015 in Credito, Treviso, Veneto, Vicenza

 

Quanto costerebbe il matrimonio fra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca? Il prezzo da pagare andrebbe dalle 50 alle 100 filiali da eliminare, secondo la stima fornita dalla società di consulenza strategica The Boston Consulting Group assieme agli analisti di Bernstein in uno studio pubblicato in queste ore e riportato sul sito de L’Inkiesta. Il taglio comporterebbe un risparmio dai 30 ai 60 milioni di euro per i costi della nuova banca eventualmente nata dalla fusione. Ecco la tabella riportata dal quotidiano online.

fusione banca popolare di vicenza - veneto banca

Popolare Vicenza e Veneto Banca: nozze obbligate?

Le nozze fra le due popolari “gemelle” radicate nel Vicentino e nel Trevigiano, dopo anni di proposte cadute nel vuoto, sembrano diventate una necessità dopo la riforma della governance delle banche popolari approvata in marzo, che costringe gli istituti di credito a trasformarsi in società per azioni. Un passo obbligato in vista del quale i due istituti hanno pesantemente tagliato il valore delle proprie azioni, suscitando il malcontento degli azionisti: Popolare di Vicenza ha tagliato del 23% il valore delle proprie azioni (da 62 a 48 euro ad azione) e Veneto Banca del 22,8% (da 39,5 a 30,5 euro ad azione).

La proposta di fusione è stata lanciata dal presidente di BpVi Gianni Zonin all’assemblea dei soci dell’11 aprile. Qualche giorno dopo il presidente di Veneto Banca Francesco Favrotto ha risposto lasciando aperte anche altre tre ipotesi e affidandosi per la decisione finale alle valutazioni dell’advisor Rotschild. Uno degli ostacoli alla fusione è la sovrapposizione di un gran numero di filiali fra le due banche.

La stima: dalla fusione un taglio tra le 50 e le 100 filiali

Secondo gli osservatori, comunque, l’abbraccio tra le due realtà del credito veneto sembra assai probabile. È quanto emerge dal report realizzato da Gennaro Casale, Matteo Coppola, Garabet Ayvazian (Boston Consulting Group) e Johan De Mulder (Bernstein), che traccia il quadro delle popolari italiane post-riforma: «La riforma delle banche Popolari preannuncia un’ondata di consolidamento, che potrebbe ristrutturare profondamente il sistema bancario e rilanciarne la redditività» si legge nello studio.

Ma il dato più interessante si trova nelle stime sul numero di filiali che verrebbero soppresse per eliminare le sovrapposizioni fra gli sportelli degli istituti sul territorio. Dalla fusione fra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca invece scaturirebbe un taglio da 50 a 100 filiali (il 5-10% delle filiali totali) con risparmi che gli analisti stimano in 30-60 milioni di euro, pari al 15-20% sui risparmi di costo totali.

Tagli in vista anche per Banco Popolare

Lo studio considera molto probabile anche la fusione fra il Banco Popolare, con sede a Verona, e la Banca Popolare di Milano. Comporterebbe uno sfoltimento tra le 300 e le 350 filiali: un taglio che rappresenta il 10-15% delle filiali totali, con risparmi sui costi per 180-210 milioni di euro (il 30-35% dei risparmi di costo totali previsti). Ma il grosso dei tagli avverrebbe fuori dal Veneto, dove Banca Popolare di Milano ha pochi sportelli.

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