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Montegrotto: il nubifragio travolge gli hotel termali

Pubblicato il 6 febbraio 2014 in Padova, Turismo, Veneto

 

Ancora una volta il Veneto è travolto dal nubifragio. A farne le spese – tra gli altri Comuni – è Montegrotto Terme, sconvolto dalla piena del Bacchiglione e dall’esondazione avvenuta tra lunedì 3 e martedì 4 febbraio che ha allagato in maniera distruttiva alcune delle strutture sampietrine più prossime ai canali tracimati.

Gravi danni nelle case, ma gravi condizioni anche per numerosi hotel, da sempre fonte di reddito per molte famiglie del territorio. Terribile la situazione per gli hotel termali Neroniane 4*, Des Bains 4*, Continental 4*, Luna 2*, Commodore 3*, mentre danni di minore entità, in parte risolti con l’utilizzo di pompe, si sono rilevati in alcune parti per lo più sotterranee degli hotel Imperial 4*, Antoniano 3*, Apollo 3*, Marconi 3* e Bellavista 3*.

Hotel Continental: due metri d’acqua negli scantinati

«Due metri di acqua negli otto scantinati – segnala Marilena Lovo, titolare dell’hotel Continental – che hanno sommerso e rovinato irrimediabilmente pompe delle piscine, quadri elettrici, macchinari, merce, bloccato il riscaldamento e l’utilizzo delle vasche del fango. Le idrovore hanno sempre lavorato, ma l’acqua buttata fuori è rientrata inesorabilmente. La riapertura della struttura è prevista tra quindici giorni: dovremo lavorare a ritmo serrato e molto dipende dalla fuoriuscita dell’acqua».

Hotel Des Bains: oltre 1.500 metri quadri invasi dall’acqua

Ugualmente preoccupato il tono di Emiliano Baretella, titolare dell’hotel Des Bains: «Mezzo metro d’acqua ricopre una superficie di oltre 1500 metri quadri dello stabile, relativa ad ambienti importanti dell’albergo quali il reparto cure termali, il guardaroba, i magazzini e la dispensa, locali della centrale tecnologica a servizio dell’intero hotel, centrale del gruppo di spinta antincendio, quadri elettrici principali. Le piscine interna ed esterna sono completamente sommerse, così come la loro centrale interrata. Poco o nulla hanno potuto fare le pompe ed i dispositivi idraulici di sollevamento presenti in hotel per contenere ed arginare il copioso flusso d’acqua che in breve tempo ha investito l’intera area. Dai tombini fuoriesce acqua e da ovest continua ad arrivarne, siamo isolati in quanto a telefono ed elettricità ed abbiamo chiesto aiuto ai Vigili del Fuoco, per quanto possibile».

Hotel Luna: fuori uso pompe della piscina, riscaldamento, impianto elettrico

Laconico Claudio Guariento, titolare dell’hotel Luna: «Le pompe della piscina, il riscaldamento, l’elettricità, è tutto distrutto».

Hotel Neroniane: piano terra allagato, mobili deteriorati, macchinari inservibili. Allagati anche gli scavi archeologici

La situazione peggiore sembra essere quella dell’Hotel Neroniane, il cui titolare Luca Tognin ha raccontato: «Il piano terra dell’hotel è allagato e con esso gli uffici, il reparto massaggi ed inalazioni. Non abbiamo ancora la possibilità di contare i danni, ma sono stati deteriorati mobili e danneggiati tutti i locali tecnici, i seminterrati sotto la cucina, i motori delle celle frigo, le pompe delle piscine e degli idromassaggi. Da quando la canaletta nel retro dell’hotel è esondata, 10 pompe hanno lavorato per espellere l’acqua che implacabilmente rientrava nell’hotel. Ci sentivamo incapaci di bloccarla e l’unica cosa che potevamo fare era sollevare i mobili della hall e del bar. La nostra struttura vanta anche una piccola chiesetta storica andata già sott’acqua, nonché gli scavi archeologici da poco restaurati, visitabili, valorizzati dal progetto Aquae Patavinae. Al momento non sono raggiungibili perché completamente allagati».

Le strutture aperte in questo periodo disposte per lo più in un’altra area della città, hanno segnalato danni di minore entità, preservando i servizi offerti ai clienti, che si sono accorti marginalmente della cosa. La maggior parte degli alberghi sono funzionanti ed in apertura. Numerose sono state, però, le telefonate da parte di quanti siano in partenza ed abbiano appreso le cattive notizie dai telegiornali nazionali, mettendo, così, in dubbio la loro vacanza, spesse volte disdicendola.

Gli hotel ospitano le famiglie sfollate

L’Associazione Albergatori Termali, su richiesta del sindaco del comune di Montegrotto Terme, Massimo Bordin, e con la collaborazione dell’assessore Daiana Diaferio, ha mobilitato gli hotel associati di Abano e Montegrotto tra quelli aperti in questo periodo e preservati dalle esondazioni, affinché ospitassero i circa venti sfollati sampietrini. Gli hotel termali Abano Ritz, Bristol Buja, Millepini, Olympia, Preistoriche, Roma, Sollievo, Aqua, Formentin, Lo Zodiaco, Petrarca, Salus, hanno prontamente espresso la loro solidarietà mettendo a disposizione alcuni posti letto.

Ugualmente partecipe il consiglio dell’Assohotel, in cui lo stesso Baretella, recentemente eletto consigliere, ha affermato: “Esprimo la mia solidarietà e la mia vicinanza alla cittadinanza di Montegrotto e dei comuni limitrofi colpiti dall’alluvione. Il recente passato ci porta a considerare eventi atmosferici di questa portata come consuetudine e non più come episodi isolati e straordinari. Rincorrere le emergenze non è più sufficiente. Si rende necessario un impegno futuro da parte di tutte le amministrazioni (dalla comunale alla regionale) che preveda una serie di interventi mirati per la gestione razionale ed efficace del nostro territorio”.

Tognin: «Destinare parte della tassa di soggiorno alla salvaguardia idraulica»

A chiudere è Luca Tognin, anch’egli consigliere dell’Assoalbergatori: «Vivendo in prima persona questo tipo di disastro non posso che sentirmi solidale verso le famiglie e le aziende che vedono distrutte le proprie case e ringrazio colleghi, clienti e amici che stanno esprimendo la loro vicinanza. Al sostegno si aggiunge la rabbia di sapere che non è la prima volta che Montegrotto vive situazioni simili e di rendersi conto che nulla è stato fatto e siamo ancora una volta impotenti di fronte all’acqua. Non possiamo continuare a dimenticarci questi episodi, ma fin da domani dobbiamo aprire un tavolo che coinvolga il Comune, la Provincia, la Regione, il Genio Civile, il Consorzio Bacchiglione Brenta e l’Assoalbergatori al fine di scongiurare catastrofi di questa portata. Voglio essere positivo e propositivo, ma non sarà possibile esserlo se si continua a stare fermi e si accettano risposte relative alle mancanze di fondi, anziché mettere in atto strategie. Riterrei opportuno anche stanziare parte della tassa di soggiorno in favore della sistemazione del nostro territorio: se non sono opere d’importanza turistica e collettiva queste, quali lo sono?».

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