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Con Dream Up la start up entra in classe

Pubblicato il 26 febbraio 2014 in Innovazione, Padova, Veneto

Dream up: la startup entra in classe  

La strada del successo scaturisce da un sogno e può cominciare già negli anni dell’infanzia, imparando ad avere fiducia nelle proprie capacità, pensare ad un progetto con importanti obiettivi, realizzarlo con l’aiuto di tutti. È l’ambizioso obiettivo di Dream Up, un programma di laboratori a cui hanno aderito già una trentina di scuole primarie del Padovano e che hanno preso il via a metà febbraio. L’attività formativa dei laboratori, promossa da Etimos Foundation, viene realizzata dagli operatori del Gruppo Pleiadi con il coinvolgimento di insegnanti e genitori. Lo sviluppo del progetto è accompagnato anche dal sito www.progettodreamup.it che spiega contenuti, modalità e iniziative previste nel corso dei prossimi mesi.

L’idea creativa che diventa progetto imprenditoriale

L’idea di fondo di Dream Up è quella di educare fin da giovanissimi a mettere a fuoco idee creative, condividerle con i compagni di scuola, imparare a trasformarle in un progetto “imprenditoriale” utilizzando gli strumenti del mestiere, non da ultimo i loro piccoli risparmi, a partire da concetti oggi appannati dalla crisi, come la fiducia e la speranza. Con il progetto DreamUp, spiega il presidente di Etimos Foundation Marco Santori, si propone di parlare ai più piccoli e alle loro famiglie del rapporto tra denaro, lavoro, realizzazione personale e meccanismi di base dell’economia: «Consideriamo molto importante rimettere al centro i bambini e i ragazzi, le loro aspirazioni e i loro progetti. L’obiettivo educativo è quello di renderli protagonisti, promotori di nuove idee, coraggiosi nell’intraprendere una sfida: la realizzazione di un progetto personale sapendo che non sono soli, ma che possono creare condivisione e nuova conoscenza con i coetanei, le loro famiglie e il mondo esterno».

“Denaro”, “risparmio”, “credito”: l’economia alle elementari

Al termine del progetto formativo i bambini avranno acquisito una conoscenza di base del concetto di “unità di misura” e di “sistema internazionale di misura”, la capacità di utilizzare correttamente termini tecnici come “denaro”, “risparmio” e “credito”, l’interiorizzazione dell’importanza del lavoro come opportunità di guadagno ma soprattutto di realizzazione personale. Ma anche la capacità di essere propositivi e creativi, cercando di dare vita e sviluppare un proprio progetto; la conoscenza del concetto di fiducia, non solo finanziaria, verso le idee di valore, e la consapevolezza del Microcredito come relazione di fiducia oltre che come strumento di sostegno al lavoro.

Coinvolte 26 scuole, circa 1.000 gli alunni

Dream Up coinvolgerà 26 scuole primarie, per un totale di 50 incontri e un migliaio di studenti delle quarte e quinte elementari. Appena presentato il progetto, la cui adesione è del tutto gratuita, e informate alcune scuole, tutti i posti disponibili sono stati esauriti in poco tempo a dimostrazione della bontà dell’iniziativa, che finora ha raccolto molta simpatia ed entusiasmo nelle scuole in cui è stata realizzata. In programma anche un concorso/confronto finale tra le classi partecipanti, con un premio in buoni acquisto per la scuola che verrà assegnato al miglior progetto di start up ideato dagli studenti: dall’apertura di una pizzeria alla creazione di una piccola libreria, passando attraverso un business plann, il lavoro di gruppo, il coordinamento di classe, le scelte e le divisioni di ruoli. I singoli progetti saranno riassunti in un cartellone reale e virtuale che mostrerà il lavoro svolto attraverso dream up e chissà che la creatività dei piccoli non finisca per dare impulso a realtà imprenditoriali reali e innovative.

«Dare corpo e speranze ai sogni»

«L’idea è quella di ripartire dalla speranza e dai sogni dei più piccoli – conclude il presidente di Etimos Foundation – perché poi a loro volta la trasmettano agli adulti, partendo dal famigerato denaro. E’ proprio utilizzando il denaro in modo diverso, più etico, più pulito e partendo dalla spontaneità e sincerità dei più piccoli che vogliamo iniziare ad educare e ri-educare ad un’economia che guardi alla persona, ai suoi progetti: ai sogni appunto, ad un nuovo modo di lavorare».

Di qui la collaborazione con i giovani imprenditori delle Pleiadi, fino a pochi anni fa start up e oggi realtà avviata e di successo, che tradurrano in gioco l’obiettivo di Dream Up e di Etimos Foundation. E chissà che attraverso il gioco non si ritrovi davvero il sorriso in questo contesto di difficoltà produttiva e finanziaria, e un nuovo modo di guardare la realtà, anche quella che passa attraverso il “vil denaro”.

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