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Export: i distretti triveneti accelerano: +5,3%

Pubblicato il 28 gennaio 2014 in Belluno, Economie, Padova, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

Elettrodomestici  

Nel terzo trimestre del 2013 l’export dei distretti triveneti ha registrato una lieve accelerazione, mostrando un aumento del +5,3%, per lo più in linea con il complesso dei distretti industriali italiani. Questo risultato si spiega con la decisa inversione di tendenza dei distretti friulani che, dopo sette trimestri in territorio negativo, sono tornati a crescere a ritmi sostenuti (+14,1%), risultando la miglior regione nel panorama distrettuale italiano. Pur rallentando lievemente, hanno mantenuto un profilo di crescita positivo anche il Trentino-Alto Adige (+2%) e il Veneto (+3,6%). Sono tornati a crescere anche i poli tecnologici del Triveneto (+16,1%), spinti dai buoni risultati del biomedicale di Padova.

Nel complesso dei primi nove mesi del 2013 il progresso dei distretti triveneti è stato pari al 3,7% rispetto allo scorso anno. Questo risultato acquista ancora più valore se si considera che, sempre tra gennaio e settembre dell’anno in corso, l’export dell’industria manifatturiera italiana ha subito un calo pari allo 0,4%. Francia e Germania hanno fatto addirittura peggio, accusando un calo tendenziale dell’export di beni manufatti pari rispettivamente al -1,8% e al-2,3%.

Nonostante i segnali di recupero emersi nel terzo trimestre del 2013, i distretti del Friuli-Venezia Giulia restano molto lontano dai livelli toccati nel 2007; in Italia solo le aree distrettuali marchigiane e abruzzesi evidenziano un gap maggiore. Al contrario, sono già oltre i livelli pre-crisi sia i distretti veneti e, soprattutto, quelli del Trentino-Alto Adige che sono stati premiati dalla loro vocazione agro-alimentare e dagli elevati livelli di competitività espressi dal legno-arredo dell’Alto Adige.

I distretti veneti: bene concia, vini, plastica ed elettrodomestici

Nel terzo trimestre del 2013 l’export dei distretti veneti ha mantenuto un profilo di crescita (+3,6%). Si tratta del quattordicesimo trimestre di crescita consecutiva. Nel complesso dei primi nove mesi del 2013 il progresso sull’anno precedente è stato pari al 4,2%, in linea con la media nazionale (4%). La dispersione dei risultati resta molto elevata: dei 23 distretti veneti monitorati da Intesa Sanpaolo, 9 hanno chiuso il terzo trimestre del 2013 in territorio negativo.

Nel confronto con il resto d’Italia emergono, soprattutto, le difficoltà del tessile e dell’abbigliamento di Treviso che, a differenza degli altri principali distretti del settore ha chiuso in calo anche nei primi nove mesi del 2013. Per tasso di crescita e aumento in valore assoluto delle esportazioni, spiccano cinque distretti: la concia di Arzignano che è risultato il miglior distretto conciario italiano, abbondantemente oltre i livelli pre-crisi, grazie alle eccellenti performance conseguite soprattutto nei nuovi mercati (mercato cinese in primis); il prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e i vini del Veronese che si collocano al primo e al quarto posto tra i distretti vitivinicoli italiani per crescita delle esportazioni nei primi nove mesi del 2013; le materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova; gli elettrodomestici di Treviso.

A livello di sbocco commerciale, hanno mantenuto un buon ritmo di crescita i nuovi mercati, dove i distretti veneti hanno messo a segno una crescita delle vendite del 6,7%. Sono stati trainanti soprattutto Hong Kong, Repubblica Ceca, Emirati Arabi Uniti, Polonia, Vietnam e Turchia. Nei mercati tradizionali, invece, l’export dei distretti veneti ha mantenuto un profilo di crescita contenuto, registrando un aumento tendenziale dell’1,9%. Va tuttavia segnalata l’inversione di tendenza che si è verificata in Germania, dove l’export veneto è tornato a crescere seppure lievemente.

I distretti del Trentino Alto Adige: volano mele, legno-arredo e porfido

Nel terzo trimestre del 2013 i distretti del Trentino-Alto Adige, pur continuando a crescere (+2%), hanno mostrato segnali di rallentamento. Su questo andamento ha pesato la brusca inversione di tendenza delle vendite estere di mele dell’Alto Adige e il lieve arretramento dell’export dei vini bianchi di Bolzano. Le altre quattro aree distrettuali della regione hanno, invece, registrato un nuovo aumento dei valori esportati, lieve nel caso del porfido di Val di Cembra e via via più pronunciato per i vini rossi e le bollicine di Trento, le mele del Trentino e il legno e arredo dell’Alto Adige. Spicca, in particolare, il progresso del legno-arredo altoatesino che è cresciuto nel comparto del legno, ma soprattutto nell’industria del mobile, dove ha ottenuto una delle migliori performance tra i distretti del settore.

A livello geografico, i distretti del Trentino-Alto Adige hanno ottenuto performance brillanti in Francia (bene soprattutto il legno e arredo dell’Alto Adige) e Spagna (grazie ai due distretti delle mele). E’ stato poi nuovamente positivo il contributo offerto dalla Germania, di gran lunga il primo sbocco commerciale della regione. Su questo mercato hanno evidenziato un’ottima performance soprattutto i vini di Bolzano e il legno-arredo dell’Alto Adige.

I distretti del Friuli Venezia Giulia: balzo in avanti dopo 7 trimestri di calo

Nel terzo trimestre si è registrata un’importante inversione di tendenza dei distretti del Friuli-Venezia Giulia che, dopo sette trimestri consecutivi di calo, hanno mostrato un balzo del valori esportati, cresciuti del 14,1% in termini tendenziali. Il ritorno in territorio positivo è quasi interamente spiegato dalla componentistica e termoelettromeccanica friulana (+20,5%) che è tornata a crescere in diversi sbocchi commerciali (su tutti Stati Uniti, Turchia, Corea del Sud, Croazia). Sono poi tornate a crescere le esportazioni di mobili di Pordenone, che tuttavia non hanno recuperato quanto perso nella prima parte dell’anno. Hanno chiuso il terzo trimestre in territorio positivo anche altri tre distretti della regione: gli elettrodomestici di Pordenone, i coltelli e forbici di Maniago e il prosciutto di San Daniele. Hanno, invece, un nuovo calo le sedie e i tavoli di Manzano e i vini del Friuli.

A livello geografico i distretti friulani hanno maturato buone performance negli Stati Uniti e in alcuni mercati emergenti, come Panama, Turchia, Corea del Sud, Malesia, Croazia, Vietnam, Angola, Russia, Cina. In tutti questi mercati ha conosciuto uno sviluppo notevole la componentistica e termoelettromeccanica friulana. Si è poi confermato in territorio positivo l’importante mercato tedesco, dove hanno conseguito buoni risultati soprattutto il mobile di Pordenone e i coltelli e forbici di Maniago.

Gli ammortizzatori sociali

I dati relativi agli ammortizzatori sociali confermano il momento di crisi che sta interessando una parte importante del tessuto produttivo locale, soprattutto sul mercato interno, ma anche, nel caso di alcuni distretti, sui mercati esteri. Nei primi undici mesi del 2013 le ore autorizzate di CIG nei distretti tradizionali si sono portate a 32,7 milioni, da 30,6 milioni dell’anno precedente, rimanendo su valori di massimo storico. Preoccupa, soprattutto, l’accelerazione della CIG straordinaria, attivata per situazioni di crisi strutturale delle imprese, che ha raggiunto quota 16,2 milioni, la metà circa del monte ore complessivamente autorizzato. Le ore autorizzate di CIG straordinaria hanno mostrato segnali di accelerazione anche nei poli tecnologici, sospinte soprattutto dal balzo registrato nel polo ICT veneto che sta risentendo sia della debolezza della domanda interna sia delle difficoltà incontrate sui mercati esteri.

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