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Natale: ecco che cosa compreranno i padovani

Pubblicato il 21 dicembre 2013 in Padova, Veneto

Natale  

Non sarà il Natale più sfarzoso degli ultimi decenni, ma nonostante la conferma di alcuni settori in crisi già dall’anno scorso, forse si può sorridere almeno per una settimana. Lo dice la ricerca Format Confcommercio che, opportunamente rielaborata su scala locale, conferma anche per Padova una crescita nel settore elettronico: smartphones, tablets e cellulari si portano al vertice della classifica dei regali per adulti, seguiti di gran carriera dagli e-giocattoli per i più piccini, che forse l’elettronica la sanno usare meglio dei grandi.

Prende quota il mercato dell’alimentare

Dopo un inizio zoppicante, prende quota anche il mercato dell’alimentare, che a Padova e in tutta la provincia fa strage di consensi tra i pragmatici delle feste: soddisfa pienamente chi può permetterselo ma viene incontro anche a chi ha un budget ridotto, ma soprattutto è un regalo utile e sempre apprezzato. Bene, come appunto vuole tradizione, il consumo di carne: bolliti e arrosti spiccheranno nei menu casalinghi.

Cresce l’ortofrutta: ecco le novità

Cresce comunque, forse anche sulla spinta di una diffusione dei vegetariani, la spesa dell’ortofrutta. Risultato? E’ proprio in questo segmento che sembrano emergere le maggiori novità. Tra le verdure (anche se qui rimaniamo nella tradizione) la faranno da padrone i cardi e i carciofi con il radicchio che non abbandona la sua posizione e viene utilizzato per arricchire risotti e accompagnare la carne e il pesce (quest’ultimo non mancherà sulle tavole degli “aficionados”). Bene il consumo di insalate già pronte, in particolare quelle con melograno e castagne, oppure con uva e pistacchi.

La frutta invece per queste festività punta sul lycius che dall’oriente giunge fino a noi e sembra possa essere la portata finale di molti pranzi e cene padovani, ma non saranno abbandonate l’uva, i mandarini, l’ananas e la frutta secca in genere. L’alimentare, poi, viene anche regalato ma con modalità diverse rispetto al passato, ovvero non si compra quasi più la cesta natalizia preconfezionata ma il cliente tende a scegliere e selezionare sulla scorta comunque di un budget predefinito in grado però di soddisfare l’ormai obbligatoria personalizzazione del regalo.

“C’è stato un considerevole cambiamento rispetto a quando si acquistavano le ceste già composte da noi operatori del comparto – conferma Michele Ghiraldo, presidente del Gruppo Alimentaristi dell’Ascom Confcommercio di Padova – e questo va senz’altro messo in relazione con una maggiore consapevolezza del consumatore che richiede certe tipologie di prodotto ma apprezza la consulenza che noi siamo in grado di offrire”. Come dire: consulenza mirata, maggiore fiducia del cliente.

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