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Fondi europei: in Veneto impegnati 381 milioni su 448

Pubblicato il 23 dicembre 2013 in Veneto

Bandiera Ue  

381 milioni di euro impegnati su oltre 448, pari circa all’85% delle risorse complessivamente programmate; 271 milioni di euro già pagati, pari al 60% del programmato e al 72% dell’impegnato: sono queste le cifre che l’assessore al bilancio, alla cooperazione e ai finanziamenti comunitari della Regione del Veneto, Roberto Ciambetti, ha presentato illustrando i dati relativi all’avanzamento finanziario del Programma Operativo Competitività e Occupazione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR CRO FESR) 2007-2013 nel Veneto, aggiornati a dicembre 2013.

«La scarsa velocità di utilizzo dei Fondi Strutturali e di certificazione della spesa – ha spiegato Ciambetti – è un problema che riguarda tutte le Regioni italiane, i Programmi Operativi Nazionali e anche alcuni Paesi dell’Unione Europea. Ma i risultati sin qui raggiunti nell’utilizzo dei fondi POR CRO FESR collocano il Veneto tra le Regioni più efficienti d’Italia, nella media di quelle del centro nord e sopra la media nazionale, e tra quelle che hanno ottenuto buone performance anche a livello europeo. Entro i prossimi due anni, quando il percorso attuativo di tutte le azioni del Programma dovrà concludersi, contiamo di utilizzare totalmente le risorse che ci sono state attribuite. Gli obiettivi di spesa fissati dai regolamenti comunitari per quest’anno sono stati rispettati: la spesa certificata di 271 milioni di euro, infatti, supera di quasi 9 milioni l’obiettivo 2013 (denominato N+2), ma il Veneto ha raggiunto anche l’obiettivo più ambizioso posto dal Ministero dello Sviluppo Economico, pari a 267 milioni di euro».

Per quanto riguarda le prestazioni del Veneto nei diversi ambiti di intervento del Programma – che prevede finanziamenti a favore di soggetti privati e pubblici intervenendo in quei settori ritenuti fondamentali per rafforzare la produttività e la competitività delle regioni europee –, le migliori sono quelle dell’Asse relativo al sostegno del sistema imprenditoriale e di quello per la salvaguardia ambientale, la valorizzazione del territorio e l’assistenza tecnica. Gli altri Assi, relativi al miglioramento energetico, ai servizi di trasporto e telecomunicazioni, alle azioni di cooperazione, scontano una maggiore complessità registrata nella fase d’avvio, anche se negli ultimi anni si è verificato un significativo incremento dell’avanzamento finanziario.

«È necessario che nella nuova programmazione – ha sottolineato l’assessore – siano eliminate quelle rigidità che hanno caratterizzato la gestione di quest’ultimo settennato. Se pensiamo a quanto diversa sia la situazione del nostro Paese rispetto al 2007, come sia notevolmente cambiato lo scenario internazionale da allora a oggi, ci rendiamo conto che le condizioni e le prospettive non sono certamente più quelle dell’avvio della programmazione: la situazione economica, ma anche quella normativa non sono più le stesse. Pertanto gli attuatori dei programmi dovranno essere messi nelle condizioni di adattare gli interventi ai veri bisogni delle comunità».

Ciambetti ha anticipato che nella programmazione 2014-2020 del FESR e del FSE (Fondo Sociale Europeo), il Veneto potrà beneficiare di maggiori risorse: “E’ ufficiale che disporremo di 41 milioni in più rispetto alla vecchia programmazione – ha detto – e quindi le risorse a noi spettanti ammonteranno a 1 miliardo e 245 milioni circa. Questo grazie alla ridefinizione delle percentuali di riparto tra nord e sud Italia, per la quale ci siamo a lungo battuti come Veneto. Alle Regioni del sud andrà il 75% delle risorse, contro l’85% che avevano in precedenza e di conseguenza il nord passa dal 15 al 25%”.

«Quello che dobbiamo assolutamente scongiurare – ha concluso Ciambetti – è il pericolo che le Regioni più virtuose come la nostra possano essere penalizzate dalla scarsa efficienza di altre Regioni o addirittura delle Amministrazioni centrali del Governo stesso nell’attuazione dei programmi comunitari. Tale ipotesi è stata avanzata recentemente, ma stiamo cercando in tutte le sedi di contrastarla, perché sarebbe ingiusto e inaccettabile che chi mette a frutto concretamente le opportunità offerte dall’Europa, venga danneggiato dal lassismo e dall’incapacità di altri».

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