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Artigianfidi: sbagliato destinare fondi camerali solo ai confidi vigilati

Pubblicato il 8 dicembre 2013 in Padova

Monete  

Non è mai stata Unioncamere ad escludere i confidi 106 dall’erogazione dei contributi destinati agli organismi consortili che favoriscono l’accesso ai finanziamenti bancari. Non lo ha mai detto e adesso, per contrastare un’interpretazione dubbia della legge di Stabilità, lo conferma in un comunicato che ribadisce l’importanza “territoriale” del credito per le piccole e medie imprese ed, espressamente, cita tra i destinatari delle risorse delle Camere di Commercio, anche i confidi non vigilati oltre a quelli in regime di articolo 107.

“E’ la conferma della bontà della nostra impostazione – commenta Fabio Di Stasio, direttore di Artigianfidi Padova, uno dei maggiori confidi regionali ma in regime di articolo 106, ovvero non vigilato – ed è anche la conferma che la scelta di escluderci dai contributi camerali non è il frutto di una direttiva di carattere generale ma di una scelta operata a livello locale dalla nostra Camera di Commercio e dalle associazioni di categoria”.

La mancata erogazione dei contributi ha limitato gli spazi di manovra di Artigianfidi, ma non ne ha pregiudicato l’operatività nè, tantomeno, ha fiaccato lo spirito battagliero del suo direttore.

“Il danno che abbiamo patito è notevole – continua il direttore del confidi padovano – e va, in qualche misura, risarcito. Adesso però è opportuno guardare avanti, azzerare il sistema di attribuzione dei fondi fin qui riservati dalla Camera di Commercio ai soli confidi vigilati e ridare piena dignità al nostro organismo che, ricordo, vanta circa diecimila soci con affidamenti che, nel corso del 2013, nonostante la crisi e senza aiuti particolari, hanno raggiunto la cifra considerevole di 55 milioni di euro”.

“In questo senso – conclude Di Stasio – mi trovo perfettamente d’accordo col presidente della Camera di Commercio, Fernando Zilio, che intende indirizzare gli investimenti della Camera (che poi sono soldi degli imprenditori) verso investimenti mirati e produttivi e non con il criterio dell’intervento a pioggia che forse può far piacere a qualcuno ma non aiuta certamente l’economia “del territorio” così come sostiene l’intervento di Unioncamere”.

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