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Imprese familiari: sopravvivere al passaggio generazionale

Pubblicato il 19 novembre 2013 in Veneto

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Ogni anno migliaia di imprese familiari cessano la loro attività per problemi legati alla successione in azienda: ciò avviene a causa di mancata preparazione a tale evento ed alle scarse soluzioni legislative a tale problema. Il passaggio generazionale nell’impresa, se non progettato per tempo dall’imprenditore quando è ancora in vita, conduce spesso a conflitti all’interno della sua famiglia con riflessi devastanti per l’impresa. La delicatezza del passaggio generazionale non riguarda solo l’impresa, ma interessa anche la successione nel patrimonio di famiglia. Il trust in questo contesto può essere uno strumento interessante per programmare il passaggio generazionale: nell’azienda per assicurare continuità di gestione nell’impresa e nel patrimonio di famiglia.

«Per garantire la sopravvivenza delle imprese è necessario promuovere un processo di trasferimento fra una generazione e l’altra che sia fluido e senza ostacoli – spiega Massimo Tesser, titolare di Studio Partes -. Il trust può essere proprio lo strumento successorio in grado di garantire continuità ed efficienza alla realtà aziendale, permettendo di superare le possibili fasi critiche legate al passaggio generazionale che possono essere dovute alle scarse capacità manageriali oppure alla litigiosità all’interno della famiglia interessata al cambio di compagine sociale. Il trust inoltre ben si presta al raggiungimento dello scopo di suddividere il patrimonio tra i familiari dell’imprenditore e, se occorre, per l’individuazione (di solito, tra gli eredi, ma non solo) di colui o di coloro che sono reputati più adatti per assumere il comando dell’impresa oggetto di passaggio generazionale».

L’avvocato Davide Parolin, titolare di Studio Partes, mette in evidenza come il trust sia uno strumento valido anche in ambito familiare: «Il ricorso a questo istituto giuridico – spiega – può rivelarsi una strategia particolarmente interessante nella tutela della persona, in ragione del prolungamento della vita media, per preservare una efficace gestione dei propri beni, anche nell’eventualità di vivere situazioni di infermità o debolezza psicofisica».

«Complice la situazione dell’economia è sempre più avvertita l’esigenza di difendere il proprio patrimonio. Le strade giuridiche percorribili sono diverse: in particolare trust, atti di destinazione, fondi patrimoniali. Occorre però possedere le dovute conoscenze di tali strumenti, del loro utilizzo e dei limiti», osserva Enrico Baretta, Direttore Territoriale NordEst di Veneto Banca.

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