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Industria veneta col fiato corto: I semestre, -2.806 imprese

Pubblicato il 24 ottobre 2013 in Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

L'Interporto di Padova  

Il sistema industriale veneto ha il fiato corto. Nel primo semestre del 2013, il saldo tra aperture e chiusure di imprese manifatturiere e delle costruzioni fa segnare un bilancio negativo per 2.806 imprese (al lordo delle cancellazioni d’ufficio). A determinarlo, hanno concorso il basso numero di iscrizioni (3.068) e l’elevato livello di cessazioni (5.874). Il saldo è negativo anche in provincia di Padova, con un bilancio di 449 imprese in meno, per effetto di 640 iscrizioni e 1.089 cessazioni. Non conforta anche il trend delle iscrizioni tra gennaio e giugno, pari al -15,5% su base annua in Veneto (-4,8% a Padova). Una dinamica che appare ancora più negativa se confrontata con la vitalità delle iscrizioni nel primo semestre 2008, a un passo dall’inizio della crisi (-44,9% in Veneto, -38,6% a Padova).

Quanto allo stock delle imprese industriali attive, al 30 giugno 2013 sono 126.527 in Veneto, 4.708 in meno rispetto al 30 giugno 2012 (-3,6%). A Padova sono 25.405, 585 in meno rispetto al 30 giugno 2012 (-2,3%). Uno scenario da “stasi distruttiva” che certifica la persistente durezza della crisi, a cui non si accompagnano un adeguato ricambio né aspettative di vita. Secondo l’Istat, più di metà delle nuove imprese fallisce nei primi cinque anni di attività, vinta dal peso di burocrazia, fisco, scarsi finanziamenti, mancato sostegno nelle fasi cruciali. Un tasso di mortalità che non stupisce, in un Paese che l’annuale rapporto Doing Business colloca al 73° posto per “facilità di fare impresa”.

Eppure il tasso di creazione d’impresa rappresenta il futuro di un Paese, fattore chiave per una ripresa con occupazione. Come rovesciare la tendenza e creare un contesto favorevole alla nuova impresa? Quali alleanze tra settore pubblico e privato per sostenere l’autoimprenditorialità? Su quali strumenti – formazione, agevolazioni, consulenza – può contare chi decide oggi di intraprendere una nuova impresa?

Sono i temi che saranno al centro del convegno “Nuova impresa. Strade per rilanciare l’imprenditoria del territorio” organizzato da Fòrema, società di Confindustria Padova per la formazione e il lavoro, che si terrà lunedì 28 ottobre, alle ore 17.00 al Centro Congressi Padova “A. Luciani” (via Forcellini 170/a) a conclusione di «Ottobre Mese della Formazione 2013».

Dopo il saluto del presidente di Fòrema, Marino Malvestio seguirà la discussione con Elena Donazzan assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Massimo Pavin presidente di Confindustria Padova, Rodolfo Cetera presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Padova, Marco Santori presidente della Fondazione Etimos, e la testimonianza dell’olimpionico di canottaggio Rossano Galtarossa. Conduce la giornalista Maria Pia Zorzi. Nel foyer del Centro Congressi saranno allestiti gli stand di startup innovative nate anche grazie al sostegno di Confindustria Padova e Fòrema.

«Creare un ecosistema fertile per la nuova impresa è la priorità – dichiara, commentando i dati, il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin – perché è solo dalle imprese che vengono la crescita e il lavoro. Da qui dobbiamo ripartire, con obiettivi chiari e condivisi dalla politica e dalle parti sociali. In Veneto la capacità di fare impresa è solo appannata dalla crisi, ma non spenta. Dobbiamo liberarne le potenzialità rimuovendo i lacci e mettendo in campo una politica industriale che incoraggi gli investimenti». «Serve una forte iniezione di fiducia e di risorse – continua Pavin -. Oltre a quelle del credito, indispensabili per dare operatività alle imprese, serve mettere a frutto con intelligenza quelle messe a disposizione dall’Europa, accelerando la spesa delle risorse disponibili e ancora di più, in vista del ciclo di risorse 2014-2020, intensificando il dialogo con le istituzioni territoriali per la predisposizione delle misure della prossima programmazione».

«Nei nostri percorsi formativi per lavoratori inoccupati o in mobilità – aggiunge il presidente di Fòrema, Marino Malvestio – abbiamo inserito in questi anni specifiche proposte per l’autoimprenditorialità. Oltre il 60% di chi le ha intraprese ha avviato una piccola attività in proprio superando, specie nella prima fase, difficoltà burocratiche e fiscali. Per questo abbiamo scelto di concludere il Mese della Formazione con un evento dedicato alla nuova impresa. Crediamo che il nostro territorio possa ripetere il “miracolo” del Nord Est se sarà messo nelle condizioni di competere».

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