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Cgia: se cade il governo, i conti pubblici migliorano

Pubblicato il 28 settembre 2013 in Veneto

Enrico Letta  

L’eventuale caduta del governo Letta rischia, paradossalmente, di rimettere un po’ d’ordine ai nostri conti pubblici, almeno sino alla fine di quest’anno. Certo, fa notare la Cgia di Mestre, è un esercizio del tutto teorico che, però, potrebbe puntualmente verificarsi nelle prossime settimane.

Se cadesse Letta, gli italiani “pagherebbero” 3,3 miliardi di euro

Purtroppo ancora una volta a pagare il conto sarebbero gli italiani che tra l’aumento dell’Iva e il pagamento della seconda rata dell’Imu sulla prima casa si vedrebbero, negli ultimi 3 mesi di quest’anno, “sfilare” dalle tasche 3,3 miliardi di euro. Ma andiamo con ordine. Nel caso Letta non fosse più nelle condizioni di guidare il Governo e in Parlamento non si riuscisse a trovare una nuova maggioranza in grado di esprimere un nuovo Esecutivo, gli italiani in questi ultimi 3 mesi dell’anno subirebbero l’aumento dell’Iva ed il pagamento della seconda rata dell’Imu sulla prima casa. Il primo aumento dovrebbe portare nelle casse dello Stato 1 miliardo di euro, il secondo 2,4 miliardi: entro la fine del 2013 le due operazioni darebbero un gettito complessivo di 3,4 miliardi.

Con l’aumento Iva correzione assicurata per il rapporto deficit/Pil

Queste nuove entrate servirebbero a coprire le tre principali misure da “coprire” entro la fine di quest’anno che richiedono 2,5 miliardi di euro: 0,5 miliardi per il finanziamento della Cig in deroga; 0,4 miliardi per il finanziamento delle missioni militari e 1,6 miliardi per la correzione del rapporto deficit/Pil entro il 3%. Il saldo, dato dalla sottrazione tra le nuove entrate e le misure da coprire, sarebbe positivo e pari a 0,9 miliardi che consentirebbe di far scendere il rapporto deficit/Pil al 2,96%. Tenendo conto anche degli arrotondamenti, nella peggiore delle ipotesi il rapporto, comunque, si stabilizzerebbe al di sotto del 3%: la soglia, ricordiamo, necessaria per rispettare gli impegni presi con l’Ue.

Bortolussi: «Da martedì rischiamo l’aliquota Iva più alta d’Europa»

Ma al di là di questo esercizio di scuola, salvo interventi dell’ultima ora, tra qualche giorno scatterà l’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva che salirà al 22%. «Da martedì prossimo – fa notare il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – rischiamo di ritrovarci con l’aliquota ordinaria dell’Iva più elevata tra i principali competitors dell’area dell’euro: 2,4 punti in più rispetto alla Francia e addirittura 3 punti percentuali in più rispetto alla Germania. Tenendo conto della spesa media calcolata annualmente dall’Istat se dal 1° ottobre l’aliquota ordinaria salirà al 22%, una famiglia italiana composta da 4 persone pagherà quasi 26 euro in più di Iva in questi ultimi 3 mesi del 2013 e ben 103 euro nel 2014. I trasporti, carburanti in primis, subiranno i maggiori rincari: nel 2014 l’aggravio medio sarà di 39 euro. Altri 20 euro aggiuntivi graveranno sulla spesa per l’abbigliamento e le calzature e altri 17 euro per l’acquisto della mobilia e degli elettrodomestici».

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