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Costruttori, -31% in 5 anni. «Ora un salto di qualità»

Pubblicato il 1 giugno 2013 in Veneto, Verona

Una Gru  

Quando arriva la ripresa? «Ad oggi non è possibile dare una risposta». Per Fortunato Serpelloni, presidente di Ance Verona, è probabile che i prossimi anni siano ancora critici per l’economia. Venerdì 31 maggio, in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione che raggruppa i costruttori veronesi, Serpelloni ha tracciato un profilo del mercato delle costruzioni, individuando anche una serie di linee di sviluppo. Partendo da un presupposto adamantino: «Un cambiamento sembra inevitabile. Per sopravvivere dobbiamo fare un salto di qualità imprenditoriale».

I numeri: -31% di imprese edili in 5 anni

«Nel nostro settore la contrazione del mercato si sta rivelando una lotta per la sopravvivenza – ha spiegato Serpelloni – in cinque anni le imprese iscritte in Cassa Edile a Verona sono diminuite del 31%». La previsione a dicembre 2013 porta a circa 1194 imprese iscritte: un crollo del 51% dal 2007, quando avevano raggiunto il massimo storico di 2.330 unità. La massa salari del 2013 dovrebbe risultare di circa 85 milioni di euro, rispetto ai 122 milioni del 2007.

I cambiamenti da affrontare

«La piccola e media impresa di costruzioni non potrà scomparire – ha spiegato Serpelloni alla platea di imprenditori associati – questo non deve essere però l’alibi per sottrarsi a un cambiamento inevitabile. Per sopravvivere dobbiamo fare un salto di qualità imprenditoriale: all’intraprendenza dell’imprenditore dovranno essere affiancate competenze nuove e altamente professionali». Partono da questa convinzione una serie di azioni che Ance Verona ha già iniziato a intraprendere, come i percorsi formativi da tempo avviati, il progetto CQ – Costruire in Qualità, il corso sulla gestione economico finanziaria delle imprese edili, e quello che partirà a breve, “Project Management e Business Plan” per la gestione e il controllo dei progetti di costruzione. Sono stati inoltre avviati programmi formativi che hanno visto la collaborazione degli ordini professionali e del mondo industriale attraverso un percorso di integrazione della filiera.

Meno nuove costruzioni, più riqualificazione dell’esistente

«I due mercati su cui si basavano le costruzioni, ovvero le nuove abitazioni e i lavori pubblici si sono dimezzati – ha evidenziato il presidente – il numero dei permessi di costruire, che anticipa l’andamento delle costruzioni nei successivi 2 o 3 anni, nel 2011 ha conosciuto una contrazione del 5,7% che si somma al -25% del 2009-2010. Pertanto nemmeno il 2013 e il 2014 segneranno un’inversione di tendenza». Una nuova strada la sta però segnando il comparto delle manutenzioni che, in questi anni di crisi, ha mantenuto un trend di crescita positivo intorno al 12% dal 2008, a dimostrazione di quanto la domanda privata si sia orientata verso la ristrutturazione dell’esistente piuttosto che all’acquisto di nuove abitazioni. «Il tema è, allora, quello di intervenire sul patrimonio esistente – ha aggiunto Serpelloni – perché dare sistematicità e una progettualità allo sviluppo della riqualificazione edilizia può rivelarsi una chiave vincente per il rilancio del settore sia privato sia pubblico».

Anche l’edilizia cerca l’internazionalizzazione

In questi anni è avvenuto uno spostamento dell’asse degli scambi commerciali verso nuove economie. Un dato su tutti testimonia questo andamento: i Paesi emergenti quali Cina, India, Medio Oriente, Africa e Sud America sono gli unici che non hanno praticamente risentito della crisi, crescendo a ritmi del 5%e 8%. «Questi Paesi stanno iniziando ad intraprendere il percorso di sviluppo che da noi si è arrestato in concomitanza con l’inizio della crisi – ha detto Serpelloni – la scelta dell’internazionalizzazione è oggi un’opportunità. Ance Verona ha avviato una serie di iniziative per supportare le imprese di costruzioni sui mercati esteri, senza trascurare i punti di forza di un tessuto produttivo fatto di piccole e medie imprese che però non sono singolarmente strutturate per affrontare un investimento all’estero».

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