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Consulenti del lavoro e Inail pronti alla rivoluzione telematica

Pubblicato il 27 giugno 2013 in Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

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Diventerà immediatamente operativo il protocollo d’intesa firmato in questi giorni da Ancl Veneto, il sindacato regionale dei consulenti del lavoro, e dall’Inail regionale. Dal 1° luglio le denunce all’istituto potranno essere fatte solo in modalità telematica, testando quindi di già il rapporto di collaborazione stabilito fra le due realtà: c’è, infatti, da promuovere e monitorare il funzionamento della piattaforma messa a punto dall’istituto.

Una collaborazione tra professionisti e istituto per trovare soluzioni condivise

Il protocollo siglato da Alessandro Bonzio, presidente Ancl Veneto, e Alessandro Crisci, direttore regionale Inail, punta a migliorare i risultati sia dei consulenti del lavoro (e quindi delle aziende e dei lavoratori da loro seguiti), che dell’istituto, attraverso la riunione periodica di una commissione mista. La commissione andrà a evidenziare le criticità che si manifestano nel rapporto quotidiano fra professionisti e Inail, da situazioni meramente pratiche come il funzionamento degli uffici, ai dubbi interpretativi – a rischio sanzione – eventualmente sollevati dalle frequenti circolari. In modo da trovare insieme delle soluzioni da proporre a livello centrale, ma soprattutto emettere avvisi comuni destinati ai consulenti Ancl del Veneto e alle direzioni provinciali dell’Inail, come strumento ulteriore per svolgere al meglio i propri compiti.

Il Veneto come laboratorio per migliorare il servizio alle imprese

Con l’Inail si chiude l’attivazione delle collaborazioni dell’Ancl Veneto con enti e associazioni coinvolti tanto quanto i consulenti del lavoro nella vita delle aziende e dei lavoratori. Nei mesi scorsi sono stati siglati analoghi protocolli di intesa con l’Inps regionale, diretta da Antonio Pone, e con l’Associazione nazionale ispettori di vigilanza (Aniv), guidata in Veneto da Luciano Esposito. Un’iniziativa, questa, che parte non a caso da una regione come il Veneto, il cui tessuto produttivo fatto di piccole e medie imprese, soprattutto in questi anni di recessione, chiede di attivare processi di semplificazione e di garantire la certezza delle regole in modo da non appesantire ulteriormente i già significativi oneri burocratici con rischi interpretativi che possono portare a errori e a pesanti sanzioni.

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