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Commercio: vendite al dettaglio in calo del 6,8%

Pubblicato il 27 giugno 2013 in Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

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Commercio, la crisi non si arresta. Nel primo trimestre 2013, le vendite al dettaglio hanno registrato ancora una flessione del -6,8% (-7,8% nel trimestre precedente) rispetto allo stesso periodo del 2012. La marcata contrazione dei consumi è ascrivibile a tutti i segmenti, ma la performance peggiore si registra nel commercio al dettaglio dei prodotti non alimentari e alimentari, rispettivamente del -9,3% e -8,5%. Meno pesante la flessione dei supermercati, ipermercati e grandi magazzini (-4,7%). Sono i principali risultati dell’indagine VenetoCongiuntura condotta su un campione di 1.193 imprese con almeno 3 addetti,

Crescono i prezzi (+0,3%), calano gli ordinativi (-8,6%)

Continua l’aumento dei prezzi di vendita (+0,3%) con variazioni più marcate per supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+1,2%) e commercio al dettaglio alimentare (+0,7%), mentre risultano in diminuzione per commercio al dettaglio non alimentare (-1,2%). Per quanto riguarda le dimensioni, la variazione ha evidenziato un aumento maggiore per le medie e grandi superfici (+0,9%), mentre per le piccole dimensioni si registra un calo del -0,6%. In linea col fatturato, gli ordinativi hanno segnato una netta flessione del -8,6% (era -7,1% nel trimestre precedente) su base annua. La performance peggiore è stata rilevata nel commercio al dettaglio non alimentare (-10,3%), seguito da quello alimentare (-8,4%). Migliore, ma sempre negativo, l’andamento per supermercati, ipermercati e grandi magazzini (-6,3%). Sotto il profilo dimensionale, i più colpiti risultano i punti vendita di piccole dimensioni (-9,7%). Stabile la dinamica dell’occupazione, che fa segnare un +0,2% su base annua. La variazione lievemente positiva è ascrivibile all’andamento registrato per supermercati, ipermercati e grandi magazzini (+0,5%), mentre commercio al dettaglio alimentare e non alimentare hanno segnato rispettivamente cali del -2,4% e -0,9%. La variazione positiva delle medie e grandi superfici (+0,5%), non ha compensato la contrazione delle piccole aree commerciali (-1,5%).

Pessimismo tra gli imprenditori: si prevedono ulteriori cali delle vendite

Pessimismo fra gli imprenditori, anche se meno marcato. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione di vendite e ordinativi è rispettivamente -34,5 punti percentuali (contro il -55,3 p.p. del trimestre precedente) e -41,2 p.p. (-50,5 p.p. nel trimestre precedente). In miglioramento le aspettative sull’occupazione che segnano un -9,2 p.p. contro il -12,3 p.p. precedente. Per i prezzi di vendita si passa dal +7,2 p.p. a -5,3 p.p.

Bianchi: fa ben sperare la tenuta dell’occupazione

«Il 2013 – osserva Alessandro Bianchi, presidente Unioncamere del Veneto – è iniziato con una nuova flessione delle vendite al dettaglio (-6,8% su base annua), che si aggiunge a quelle già evidenziate nel corso del 2012. Il peso della crisi economica è ricaduto tutto sulle famiglie, che continuano a perdere potere d’acquisto. Il rinvio al 1° ottobre dell’aumento dell’aliquota IVA dal 21 al 22% darà un po’ di respiro al settore commerciale ed eviterà, almeno parzialmente, un ulteriore calo dei consumi in Veneto, stimato in 122 milioni di euro nel 2013 e di 259 milioni nel 2014. A questo vanno però aggiunte le numerose chiusure di esercizi commerciali che, tra gennaio e maggio 2013, hanno interessato oltre 1.800 negozi nel solo Veneto (circa 12 al giorno) con un saldo tra nuove aperture e chiusure risultato negativo per quasi 800 unità. In questo quadro di grande incertezza, nei primi tre mesi dell’anno l’occupazione rimane stabile (+0,2%), un dato che fa ben sperare per i prossimi mesi».

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