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Imu: tutti gli aumenti a carico delle imprese

Pubblicato il 17 maggio 2013 in Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

Planimetrie  

Il governo nato con l’obiettivo di rilanciare l’economia e restituire sostegno alle imprese parte con un passo falso. Quello relativo alla sospensione della rata di giugno dell’Imu sui capannoni industriali. Annunciata, smentita, rilanciata, affossata. Il dato di fatto resta uno: nel passaggio tra Ici e Imu, il peso dell’imposta è pesantemente aumentato.

Dall’Ici all’Imu: uffici a +128%, capannoni a +70%

Per le attività produttive, il salto dall’Ici all’Imu ha avuto tutte le caratteristiche della stangata. Lo mostra, tra l’altro, uno studio della Cgia di Mestre, che ha misurato gli aumenti di imposta subiti dal mondo delle partite Iva e dagli imprenditori. Ebbene, l’anno scorso gli uffici dei liberi professionisti hanno pagato quasi il 128% in più, i negozi commerciali il 123,5%, i laboratori artigianali oltre il 93%, gli alberghi quasi il 71%, i centri commerciali e i piccoli/grandi capannoni industriali attorno al 70%. Tutti i dati sono riportati nella tabella qui sotto.

Aumenti Imu per aziende e liberi professionisti

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Agenzia del Territorio

A subire gli aumenti più consistenti, come mostrano i dati, sono le realtà più piccole, libere professioni e commercio in testa. I capannoni industriali, al centro dell’attenzione per la mancata sospensione della rata di giugno (mancata sospensione che peraltro colpisce tutte le attività produttive), hanno subito aumenti – pur molto onerosi – più limitati, dell’ordine del 70 per cento.

In Veneto aumenti tra l’8 e il 51%: Rovigo e Venezia le più care

Ponendo l’attenzione sul Veneto, chi ha subìto gli aumenti più consistenti? È sempre l’associazione degli artigiani di Mestre ad offrire una risposta. La Cgia ha infatti analizzato gli aumenti, provincia per provincia, registrati nel passaggio tra la vecchia imposta comunale sugli immobili e la nuova imposta municipale unica. Nell’osservare i dati raccolti nella tabella qui sotto, si tenga in considerazione la media nazionale: un capannone medio pagava 1.345 euro di rata Ici a giugno 2011, diventati con l’Imu 1.815 euro a giugno 2012: un aumento del 35%.

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Agenzia del Territorio

Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Agenzia del Territorio

Gli aumenti più forti si sono registrati a Venezia e Rovigo, con un aumento del 51%. Seguono Padova con un +45%, Treviso con un +24%, Verona con un +23%. Chiudono con un aumento dell’8% Belluno e Vicenza.

Bortolussi: speriamo nella chiusura del processo di infrazione Ue

«Nonostante sembra essere sfumata l’ipotesi che slitti la prima rata dell’Imu sui capannoni – dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – noi rimaniamo fiduciosi. Il giorno cruciale sarà mercoledì 29 maggio. Se in quella data la Commissione europea chiuderà il processo di infrazione per eccesso di deficit contro il nostro Paese, secondo quanto dichiarato nelle settimane scorse dal ministro Saccomanni, il nuovo Governo avrà a disposizione 12 miliardi di euro per poter abbassare l’Imu sulla prima casa e sulle attività produttive, scongiurare l’aumento dell’Iva previsto per il prossimo luglio ed ammorbidire la Tares che, altrimenti, per le famiglie e le imprese sarà una vera e propria stangata».

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