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Cisl: via alla fusione tra Padova e Rovigo

Pubblicato il 14 marzo 2013 in Padova, Rovigo, Veneto

Bandiere della Cisl  

Con circa 120mila soci in un territorio di 1.200mila abitanti la nuova Cisl Padova Rovigo è la più grande Unione Sindacale Territoriale del Veneto, la quarta del Nord e l’ottava in Italia: la storica unificazione è sancita dal congresso di Abano Terme del 14 e 15 marzo. «Non possiamo invocare le razionalizzazioni che secondo noi gli altri dovrebbero fare per ridurre costi, evitare sprechi, condizioni di privilegio e generazione ingovernabile di spesa, e in genere per ridurre gli apparati pletorici della politica e della burocrazia pubblica, se non siamo disponibili a dare l’esempio a partire da noi stessi». Così il segretario uscente di Padova Adriano Pozzato ha spiegato il senso di questo importante passaggio, che sarà ulteriormente rafforzato nei prossimi quattro anni con la razionalizzazione delle federazioni di categoria, che passeranno da 19 a massimo 9.

Adriano Pozzato

Il segretario della Cisl di Padova Adriano Pozzato

«Nell’esecutivo regionale – ha aggiunto la segretaria uscente di Rovigo Valeria Cittadin – mi sono battuta fin da subito per arrivare all’obiettivo dell’unificazione, pur consapevole che essendo Rovigo un territorio più piccolo avremmo dovuto rinunciare a qualcosa in vista di un obiettivo più grande: mettere insieme due territori così diversi significa moltiplicare gli stimoli, le risorse, le possibilità. L’atto di coraggio che la Cisl Padova e la Cisl Rovigo hanno saputo fare in questa occasione dovrebbe essere di esempio anche per la politica e la pubblica amministrazione, a tutti i livelli, a cominciare dai Comuni: da tempo, solo per fare un esempio, insistiamo sulla necessità che le piccole municipalità individuino forme di aggregazione o fusione».

Ripercorrendo il cammino degli ultimi 4 anni della Cisl di Padova, Pozzato ha anche avanzato proposte che guardano al futuro. Fra queste l’idea di «(ri)lanciare un ambizioso piano di elaborazione e di diffusione della cultura della produttività e della partecipazione in tutti i settori di attività, coinvolgendo e mobilitando tutte le forze sinceramente disponibili per farla davvero diventare una cultura e una pratica di massa (con progetti e sperimentazioni concrete), capace di far uscire finalmente il paese dal ristagno economico e, prima ancora, etico, in cui si è cacciato. Le Camere di Commercio potrebbero essere il luogo per un Tavolo specifico su questi temi e questo potrebbe essere un pezzo utile anche per il “cantiere di programma per il rilancio del sistema produttivo e territoriale”, proposto recentemente a tutte le categorie economiche e sindacati confederali dal presidente di Confindustria Padova Pavin».

Nonostante la situazione economica e politica appaia oggi sempre più critica a conclusione del suo intervento Pozzato ha lanciato un messaggio di fiducia: «Le situazioni di crisi, insieme a disagio e difficoltà, comportano anche, a ben guardare, un’opportunità di cambiamento. A patto che vi siano dei soggetti collettivi che si assumono la responsabilità di proporre e di perseguire coerentemente delle soluzioni nel segno del bene comune e della speranza. La Cisl è stata e vuole continuare ad essere uno di questi soggetti».

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