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L’impresa padovana archivia un 2012 nero: produzione a -4,7%

Pubblicato il 8 febbraio 2013 in Padova, Veneto

Il presidente di Confindustria Padova Massimo Pavin  

Un 2012 nero per l’industria padovana: la conferma arriva dall’ufficio studi di Confindustria Padova, che ha diffuso la propria congiunturale relativa al quarto trimestre 2012. L’indice della produzione industriale registra una flessione del -5,8% rispetto allo stesso periodo del 2011 (dopo il -7% nel terzo trimestre), che nella media del 2012 porta il calo tendenziale della produzione al -4,7%.

Calo generalizzato per il manifatturiero, male le vendite in Italia, tiene l’export
La contrazione riguarda tutti i comparti del manifatturiero (-6,2%), con il metalmeccanico che cede il -5,9%, più contenuta nelle costruzioni (-5%). L’andamento negativo riguarda soprattutto le imprese con oltre 50 addetti (-7,6%). Tra ottobre e dicembre gli ordini scivolano del 6,0% su base annua, lasciando pochi spazi per un recupero di attività nei prossimi mesi. Per il 37,4% delle imprese la visibilità sugli ordini non arriva a un mese. Brusca caduta delle vendite in Italia, pari al -7,8%, più accentuata nel metalmeccanico (-9,7%). Dopo il calo nel terzo trimestre (non accadeva dal 2009), le vendite all’estero rimangono pressochè stabili (-0,3%, ma -2,8% nelle imprese maggiori), appesantite dalla recessione dell’Eurozona (-2,7% le vendite Ue), mentre crescono le vendite sui mercati extra europei (+3,1%).

Occupati in calo dell’1,7% nel 2012
Il continuo calo dei livelli produttivi preme sull’occupazione che arretra del -1,7% su base annua. La flessione è più marcata nelle imprese oltre 50 addetti (-3%) e nel metalmeccanico (-2,7%). Stabile il ricorso ai contratti a tempo indeterminato, pari al 27,2% delle nuove assunzioni, aumenta di dieci punti il tempo determinato (58%), si riduce l’interinale (14,8%). La contrazione dell’attività in coda d’anno prolunga la fase recessiva. Si allentano le tensioni sui prezzi delle materie prime, in aumento per il 44,8% delle imprese. Permane elevata, ma in calo, la quota di chi registra un rialzo dei tassi di interesse applicati dalle banche, con credito molto selettivo e più caro per il 45,7%. La liquidità aziendale è giudicata tesa dal 41%, anche a causa dell’allungamento dei tempi di pagamento: il 63,1% delle aziende lamenta ritardi.

Lievi segnali di ottimismo nelle previsioni sul primo trimestre 2013
Le previsioni per il primo trimestre 2013 restano nel complesso negative, tuttavia si delineano segnali di aggiustamento e attenuazione della fase recessiva. La produzione è attesa in crescita dal 16,1% delle aziende, in calo dal 30,6%: il saldo di opinione risale da -29 a -15. Migliorano, ma restano decisamente negative, le attese sugli ordini interni. Recupero di fiducia per la domanda estera, in aumento per il 27,7%, giù per il 14,7. Il 68,2% giudica stabili le prospettive dell’occupazione. L’incertezza del ciclo economico e anche politica per l’esito del voto, suggerisce prudenza negli investimenti, previsti nei prossimi dodici mesi dal 59,5% delle aziende. Sale al 20,9% la quota di chi aumenterà gli impieghi, il 35,1% li manterrà stabili. Prevalgono gli investimenti in innovazione, sostituzione di impianti, ricerca e sviluppo.

Pavin: «Serve il segnale chiaro di un cambio di rotta»
«La nuova flessione dei livelli produttivi nel quarto trimestre conferma la fase di acuta difficoltà per il manifatturiero e sposta in avanti il punto di svolta. Ma il rallentamento della caduta e le aspettative degli imprenditori delineano segnali di aggiustamento e attenuazione della fase recessiva. È il momento di fare qualcosa per concretizzarli dando un chiaro segnale che stiamo cambiando, riducendo la pressione fiscale per evitare un rischio avvitamento, pur nella cornice del rigore. Non si esce dalla crisi con i palliativi ma con uno shock competitivo. Nelle attuali condizioni di austerità fiscale e stretta creditizia, l’unico modo per riacquistare in fretta competitività è ridurre i costi delle imprese, a partire dal cuneo fiscale sul lavoro e dall’energia, e favorire gli aumenti retributivi legati ai guadagni di produttività. Decisivo per la ripartenza è dissipare il clima di sfiducia creato dalla situazione politica: perciò è cruciale che l’esito del voto dia una maggioranza solida, che abbia come priorità le riforme e la crescita, dando così un quadro chiaro che infonda fiducia e orienti positivamente le decisioni di spesa e di investimento». Così il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin commenta i risultati dell’indagine congiunturale realizzata da Ufficio Studi di Confindustria Padova e Fondazione Nord Est su un campione di 311 aziende.

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