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Pavin: «vogliamo una politica che dica la verità»

Pubblicato il 9 gennaio 2013 in Padova, Veneto

 

C’è la consapevolezza di un cammino ancora pesante e difficile da percorrere, di un futuro a breve termine poco lusinghiero, in cui «i prossimi mesi saranno ancora di sofferenza e il punto di svolta si sposta in avanti». Ma c’è anche la ferma richiesta di una Politica « che dica la verità, che smetta di nascondere la polvere sotto il tappeto, che abbandoni il populismo di facili promesse e assuma impegni credibili, con la serietà dell’esempio». Tutto questo nel messaggio di inizio anno che il presidente di Confindustria Padova Massimo Pavin ha indirizzato agli oltre 1.500 imprenditori associati.

Un messaggio che parte dalla consapevolezza che «la nostra comunità locale, beninteso – come l’Italia – è ricca di talenti. Ma l’individualità, anche brillante, non è di per sé sufficiente a perseguire gli obiettivi ineludibili di rigore, sviluppo e solidarietà per risollevare il Paese dal disagio sociale. Occorrono gioco di squadra, rispetto reciproco, visione comune».

«Disgusto verso la politica, comprensibile ma non condivisibile»
Ma Pavin allarga subito la riflessione alla richiesta di una Politica – termine che non a caso nel messaggio compare sempre con l’iniziale maiuscola – che ritorni ad un autentico spirito di servizio alla comunità. «È ben comprensibile – evidenzia il presidente degli industriali padovani – il disgusto che induce la società civile ad allontanarsi dalla politica come testimonia il crescente astensionismo elettorale. Comprensibile ma non condivisibile».

«Associazioni e società civile in prima linea»
È necessario un impegno in prima linea della società civile: imprese, associazioni datoriali, sindacati, terzo settore, cittadini – rimarca Pavin – sono «chiamati a vigilare e a pungolare la Politica, oltre che inchiodarla alle proprie responsabilità. Occorre che chi è impegnato in Politica dia segni inequivocabili di dedizione disinteressata al bene comune. Protagonisti responsabili, liberi da secondi fini, convinti nel voler servire la causa del bene comune con trasparenza, competenza e spirito di sacrificio».

Di seguito, il testo completo del messaggio del presidente di Confindustria Padova Massimo Pavin agli imprenditori.

2013: LO SVILUPPO, LA POLITICA E IL BENE COMUNE

Vincere la rassegnazione che non c’è nel messaggio di fine anno di Giorgio Napolitano. Nonostante la sequela impressionante di dati di fatto che toccano famiglie, imprese, lavoratori, giovani, anche della comunità padovana. E misurano le ferite sociali e produttive inferte dalla crisi. Rimettere in circolo la fiducia non per un generico (e velleitario) moto di ottimismo, ma per la capacità che abbiamo di superare, insieme, «la durezza delle prove ancora da affrontare».

È questo lo spirito con cui gli imprenditori affrontano il 2013, ed è l’augurio che a ciascuno di loro rivolgo.

Non ci nascondiamo la pesantezza del cammino che abbiamo davanti. I prossimi mesi saranno ancora di sofferenza e il punto di svolta si sposta in avanti. Le previsioni indicano che la recessione dovrebbe proseguire per tutta la prima metà del 2013 e poi cedere il passo a una ripresa gracile, più robusta dal 2014.

Per molte aziende la sopravvivenza è ancora l’obiettivo primario. Ci sono però anche segnali selettivi di vitalità, che vanno colti e amplificati, come la proiezione all’estero. Ci sono aziende che investono, crescono e assumono – nei settori avanzati e anche in quelli più maturi – puntando su qualità, esclusività e presidio dei mercati. Per queste realtà la ripresa è un obiettivo alla portata. Per tutte, infine, è in atto un impegno coraggioso volto a riposizionare le proprie attività nel nuovo scenario globale.

Pur consapevoli della durezza della crisi, siamo perciò fermamente convinti delle possibilità di rovesciare la tendenza. Una convinzione che non è un atto di fede, ma di ragionata e ragionevole fiducia nell’impresa, nel lavoro e, nello stesso tempo, nella società civile. E poggia su tre pilastri: il valore dei prodotti e della filiera, la qualità del capitale umano, la coesione sociale.

Se la comunità locale continuerà a credere e a investire per consolidare questi pilastri, svilupperà gli anticorpi necessari a traguardare con meno incertezza il futuro.

Consentitemi di ricordare che la nostra Associazione ha vissuto in presa diretta questi anni di radicale trasformazione, sia concentrando le proprie risorse sulla predisposizione o sul potenziamento di servizi immediatamente disponibili alle imprese, in ambiti come l’innovazione, le reti interaziendali, l’esplorazione di nuovi mercati. Sia sforzandosi, per quanto possibile, di operare direttamente con le banche, i Centri di ricerca, gli Enti locali, per contribuire a creare condizioni interessanti e opportunità utili alle imprese associate.

La nostra comunità locale, beninteso – come l’Italia – è ricca di talenti. Ma l’individualità, anche brillante, non è di per sé sufficiente a perseguire gli obiettivi ineludibili di rigore, sviluppo e solidarietà per risollevare il Paese dal disagio sociale. Occorrono gioco di squadra, rispetto reciproco, visione comune.

Il ruolo della Politica è fondamentale e irrinunciabile. Innanzitutto una Politica che dica la verità, che smetta di nascondere la polvere sotto il tappeto, che abbandoni il populismo di facili promesse – avulse dall’entità del debito e dai vincoli che esso impone – e assuma impegni credibili, con la serietà dell’esempio. È ben comprensibile il disgusto che induce la società civile ad allontanarsi dalla politica come testimonia il crescente astensionismo elettorale. Comprensibile ma non condivisibile.

La società civile – imprese, Associazioni datoriali, Sindacati, Terzo settore, cittadini – non possono certo assumere un ruolo di attesa ma, al contrario, di partecipazione e propulsione. Siamo chiamati a vigilare e a pungolare la Politica, oltre che inchiodarla alle proprie responsabilità.

Occorre che chi è impegnato in Politica dia segni inequivocabili di dedizione disinteressata al bene comune. Protagonisti responsabili, liberi da secondi fini, convinti nel voler servire la causa del bene comune con trasparenza, competenza e spirito di sacrificio.

Di questo ha bisogno la Politica per rigenerarsi e favorire la crescita del Paese intero – iniziando dall’alleggerire quei fardelli che oggi offendono il lavoro e l’impresa -. Questi valori e questo esempio vogliamo ritrovare, in vista dell’imminente confronto elettorale, nei candidati di ogni schieramento.

Augurandoci che dal voto emerga una maggioranza chiara e stabile, capace di coniugare in maniera credibile all’indispensabile rigore la via urgente e irrinunciabile dello sviluppo.

Massimo Pavin
Presidente Confindustria Padova

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