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L’inflazione veneta corre: fine 2012 al 4,7%

Pubblicato il 10 gennaio 2013 in Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

Spiccioli di euro  

di Silvia Fabbi

La crisi economica degli ultimi anni ha inasprito le conseguenze dell’inflazione sul potere d’acquisto delle famiglie, così che i prezzi dei beni di consumo sono diventati sempre meno abbordabili per i cittadini veneti. Secondo i dati Istat sull’andamento dell’inflazione negli ultimi due anni, il Veneto ha fatto registrare un incremento che alla fine del 2012 è arrivato a sfiorare il 5%, dopo aver toccato punte del 5,2% in agosto e del 5,1% a settembre.

Se nel gennaio 2011 l’indice si attestava infatti a quota 101,1, alla fine del 2012 (l’ultimo dato ufficiale riguarda il mese di novembre) il valore aveva raggiunto quota 105,8. L’aumento del costo della vita si è attestato a quota 4,7%. Lievemente inferiore (4,6%) è invece il dato registrato per lo stesso periodo dall’Istituto nazionale di statistica in relazione ai beni di consumo senza tabacchi.

Venezia, o cara!
La dinamica al rialzo riguarda tutta la regione, ma è il capoluogo lagunare a guidare la classifica. Colpa, dicono gli esperti, dell’anima turistica di Venezia, le cui conseguenze sui prezzi si ripercuotono anche sulla città di terraferma. Secondo i dati rilevati a giugno 2012 dalla Commissione comunale per il controllo dei prezzi al consumo, un gap elevato su scala annuale tra la città (3,4%) e il dato nazionale (1,8%) si registra proprio nel settore dei prezzi dei servizi ricettivi e di ristorazione. Per il resto a fare la parte del leone sono i trasporti, per i quali l’aumento dei prezzi (a marzo era stato del 10,3%, in aprile del 9,9%) si mantiene su livelli ancora sensibilmente più elevati del dato nazionale, pari al 7,4%. Ma non basta. All’insegna dei rincari si è aperto anche il 2013, con l’incremento del 13,55% delle tariffe per il Passante di Mestre. Ma la tendenza è generalizzata e continua da mesi. Nell’aprile 2012 la provincia lagunare aveva fatto segnare un picco tendenziale sui prezzi al consumo del 4,1% (il dato congiunturale si attestava allo 0,7%). Nello stesso mese il dato regionale era del 3,2%, lievemente inferiore alla media nazionale (pari al 3,3%). Al netto dei dati relativi al settore ricettivo, a spingere al rialzo il costo della vita a Venezia più che nel resto della regione e del Paese sono stati i costi per l’abitazione (bollette etc.) e dei prodotti alimentari di largo consumo. Secondo la società nazionale di consulenza aziendale Od&M Consulting, sempre in provincia di Venezia dal 2003 a oggi l’aumento dei prezzi al consumo per i beni ad alta frequenza di acquisto più vicini alle spese quotidiane delle famiglie cresciuti del 21,9% dal 2003 al 2011. Dal gennaio 2011 alla metà dell’anno che si è appena concluso i pressi hanno continuato a galoppare. Solo a settembre hanno iniziato a rallentare, facendo segnare una seppure lievissima flessione (-0,1%) su scala congiunturale, che si è ripetuta anche a ottobre e che è aumentata a novembre quando ha toccato quota -0,3%. Sempre nei mesi fra settembre e novembre gli incrementi su scala annuale sono stati rispettivamente del 3,1%, del 2,8% e del 2,4%.

Treviso, Padova e Vicenza: famiglie più indebitate
Se Venezia guida la classifica per l’incremento dei prezzi, Treviso, Padova e Vicenza svettano sul fronte dell’indebitamento delle famiglie (dati: Cgia di Mestre). Ad agosto 2011 nella Marca il valore medio per nucleo familiare faceva segnare la cifra record di 23.997 euro, con un incremento del 121,8% registrato fra il 2002 e il 2010, a fronte di una media nazionale che – per lo stesso periodo – si attestava a quota 131%.

 

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