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Calzature, la Riviera del Brenta riparte dai suoi primati

Pubblicato il 9 gennaio 2013 in Padova, Veneto, Venezia

Un paio di scarpe eleganti da donna  

Uno degli ultimi grandi distretti produttivi del Nordest, quello calzaturiero della Riviera del Brenta, lancia un grido d’allarme: cambiare o morire. In un documento firmato dalla Consulta territoriale per il settore calzaturiero (organismo paritetico costituito da sei rappresentanti imprenditoriali e altrettanti rappresentanti sindacali) ha firmato un documento di politica industriale che invita all’elaborazione di scenari e strategie di sviluppo del distretto sia a livello occupazionale che di recupero di competitività ed efficienza dello stesso.

Il distretto calzaturiero: 1,65 milioni di fatturato, export al 91%
Ancora oggi, le aziende della Riviera del Brenta tra calzaturifici, accessoristi, modellisti e ditte commerciali sono circa 570, che complessivamente occupano 10.500 lavoratori. Un gigante della scarpa capace di produrre quasi 20 milioni di paia di calzature l’anno, di cui il 95% sono scarpe femminili di alta e altissima gamma. Il giro d’affari è di oltre 1,65 miliardi di euro, di cui il 91% derivante dall’export. In un momento di profonda crisi internazionale – sottolineano dalla Consulta territoriale – appare quanto mai necessario mettere in atto una profonda trasformazione del distretto della Riviera del Brenta e condividere una progettualità comune nella consapevolezza che il futuro dipende anche dalla capacità di trovare risposte alla sfida che la competizione globale richiede. Le soluzioni non potranno che arrivare da progetti ed azioni di qualità, nei quali la legalità, i diritti, le politiche energetiche, l’ambiente (sia di lavoro, interno alle aziende che di vita, esterno alle aziende) siano i valori fondanti di un nuovo modello di sviluppo.

La ricetta per crescere: innovazione, qualità, reti di impresa
Insieme imprenditori e sindacati pertanto lanciano una nuova sfida per il futuro del distretto. Chiamano in causa anche le Istituzioni affinchè assumano un ruolo attivo e si rendano disponibili per l’avvio di un confronto costruttivo. L’obiettivo sarà di mettere in campo le sinergie più adeguate per garantire continuità a questo significativo settore economico-produttivo che vanta secoli di tradizione e rappresenta un’importante risorsa per il territorio. «L’elaborazione del documento di politica industriale testimonia ancora una volta – afferma il Presidente Acrib Siro Badon – la logica con cui nasce la Consulta; i componenti della stessa si fanno infatti portatori di interessi comuni volti alla salvaguardia del distretto calzaturiero, dei lavoratori e alla costante ricerca dello sviluppo strategico dello stesso». Il documento – sottolineano dai sindacati – ribadisce «come attraverso questi percorsi si creino quelle necessarie iniziative che permettano di competere, sulla qualità, sull’innovazione, sulla costruzione di reti tra imprese e per conseguire quei risultati che possano garantire continuità occupazionale al distretto e che possano continuare a rappresentare una importante risorsa per il territorio; allo stesso tempo apra una riflessione su quanto sia riduttivo continuare a pensare che sia il costo del lavoro, il responsabile della scarsa competitività del sistema produttivo».

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