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Academy aziendali: adesso le imprese la formazione se la fanno “in casa”

Pubblicato il 22 ottobre 2012 in Padova, Veneto

 

«Abbiamo scoperto di avere a disposizione persone con risorse importanti all’interno dell’azienda. Abbiamo scoperto alcuni bisogni che non erano conosciuti e studiato soluzioni su misura. Abbiamo lavorato su percorsi per l’inserimento di nuove risorse in azienda, ma anche per la trasmissione del sapere dai dipendenti con più esperienza ai giovani». In questa testimonianza di Nicola Cesarato, responsabile Academy della De Angeli Prodotti di Bagnoli di Sopra, sta il significato dell’evento “Aziende come culture” svoltosi lo scorso18 ottobre al Cubo Rosso (centro di formazione esperienziale di Padova) nell’ambito di Ottobre Mese della Formazione, il contenitore di eventi, esperienze e dialoghi sulla formazioni organizzato da Fòrema, società per la formazione di Confindustria Padova.

Oltre 100 formatori, docenti universitati, imprenditori e specialisti delle risorse umane si sono ritrovati concordi su due punti: la centralità della persona nei processi produttivi, perché qualsiasi investimento in innovazione o automazione perde efficacia se non diventa parte della “cultura aziendale”, e le opportunità che in tempi di crisi si aprono con le Academy aziendali, vere e proprie “business school” in seno all’impresa, dove si mettono in condivisione saperi, valori, comportamenti, strategie per la coesione e la crescita di manager, quadri, giovani talenti e dipendenti.

Dall’intervento della De Angeli Prodotti, leader nel settore dei cavi isolati e smaltati per applicazioni elettromeccaniche, a quello di Antonio Rossetto, amministratore delegato di GBR Rossetto di Rubano, leader nella fornitura di prodotti per cancelleria e stampanti a noleggio, è emerso come sia strategico investire nella formazione interna, sia in tempi floridi che in tempi di difficoltà. Meglio se attraverso una academy d’impresa, che ha il pregio di non essere percepita come un intervento esterno, ma una forma di condivisione e socializzazione dell’azienda. «C’è meno scetticismo e più partecipazione», hanno confermato i rappresentanti delle aziende ospiti.

L’idea di fondo è semplice ma cruciale: favorendo una cultura dell’interazione in azienda si migliora il clima di fiducia e di cooperazione, si dà impulso alla creatività che genera innovazione, quindi si migliora la performance e la competitività aziendale.

L’interesse suscitato dall’incontro al Cubo Rosso è la conferma della necessità di ripensare le strategie in azienda. «Per uscire dalla crisi – spiega il presidente di Fòrema, Marino Malvestio – molte imprese scommettono sulle capacità delle persone chiave di guidare e gestire i cambiamenti resi necessari dai nuovi contesti di business. Favorendo il confronto e la trasmissione dei saperi dalle persone con maggiore esperienza ai più giovani. Queste aziende hanno capito che senza investire massicciamente nelle persone sarà molto difficile avviare i necessari processi di cambiamento e innovazione di cui il sistema ha grande necessità».

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